Calabria, oggi sciopero generale della scuola

scuolaLa FLC Cgil, CISL Scuola ,UIL Scuola ,SNALS Confsal, “hanno proclamato lo sciopero nazionale generale della scuola per oggi  venerdì 20 maggio. In ogni provincia calabrese si è svolto un sit-in davanti  al palazzo della Prefettura e consegnato  un Documento  rivendicativo.  Nel documento , si chiede al Prefetto  di farsi protavoce delle istanze  del mondo della conoscenza , oggi più che mai soggetto a derive autoritaristiche  a causa delle legge 107. I dati estremamente positivi che giungono circa l’adesione allo sciopero, confermano che la scuola  è in sofferenza e che l’indignazione è ancora alta. Anche a Reggio Calabria una delegazione costituta dai segretari provinciali : Elisabetta Gambello FLC CGIL, Leonardo Fortunato SNALS Confsal,  Franco Califano UIL Scuola e Angelo Autelitano CISL Scuola,  sono stati ricevuti dal capo gabinetto del Prefetto  Dott.ssa Lupo.

La sintesi del documento  consegnato al Prefetto  si articola  esponendo le ragioni  della protesta:

  • Per il contratto non rinnovato da sette anni. La Corte costituzionale e una successiva pronuncia del Tribunale di Roma hanno sentenziato l’illegittimità di ulteriori rinvii. Inoltre, il 5 aprile è stato sottoscritto l’accordo quadro che definisce le nuove aree contrattuali della Pubblica Amministrazione; il Governo non ha ormai più alcun alibi per giustificare il mancato avvio della contrattazione.
  • Per il personale amministrativo tecnico e ausiliario (ATA), ignorato dalla 107 ma oggetto di attenzioni inaccettabili dalle varie leggi di Stabilità che tagliano l’organico, riducono la possibilità di sostituire il personale assente, riversano sulle segreterie scolastiche profluvi di adempimenti che nulla hanno a che fare con la funzione istituzionale della scuola. Assunzioni, concorsi per i DSGA, incremento dell’organico, semplificazione amministrativa sono i punti rivendicativi fondamentali.
  • Per la scomparsa completa e definitiva del lavoro precario attraverso il riconoscimento pieno di chi ha maturato diritti all’impiego per aver prestato servizio per almeno 36 mesi (limite imposto dalla Corte di Giustizia europea) da supplente e per aver acquisito titoli validi alla stabilizzazione.
  • Per una valorizzazione della professione docente, centrata – diversamente da quanto prevede la legge 107 – sulla valutazione del lavoro collegiale e sull’impegno individuale, alleggerito dagli attuali eccessi burocratici – attraverso l’introduzione di meccanismi oggettivi di progressione della carriera da definirsi in ambito contrattuale. Il salario va ricondotto all’accordo fra le parti e sottratto all’arbitrio di un organo monocratico.
  • Per la libertà d’insegnamento e l’imparzialità della Pubblica Amministrazione, incompatibili con la “chiamata diretta” dei docenti da parte del dirigente scolastico. Solo dei meccanismi oggettivi, non discrezionali, di assegnazione dei docenti alle scuole garantiscono la libertà d’insegnamento, l’uguale accesso al diritto all’apprendimento e scongiurano il rischio insito nella legge 107 di una più grave divaricazione tra scuole e tra zone avvantaggiate e svantaggiate.
  • Per i dirigenti scolastici non è più accettabile la sperequazione con la dirigenza pubblica, né il sovraccarico di incombenze e responsabilità cui fa riscontro un calo delle retribuzioni percepite. Si profila inoltre una modalità di valutazione ingiusta e offensiva.
  • Per investimenti nell’istruzione che colmi il gap con la media degli investimenti dei paesi Ocse (5,9%) incrementandoli di un  punto PIL..

 La scelta dell’interlocuzione con il Prefetto , si colloca nella convinzione  che la crescente complessità del lavoro docente, soprattutto  con  riferimento  alle problematiche indotte dalle   dinamiche del contesto sociale, rende indispensabile un più adeguato  riconoscimento. Riconoscimento che deve trovare forte sostegno in un rinnovato patto educativo  tra società, famiglia, scuola e Istituzioni tutte., consapevoli che  la qualità del cittadino  di domani ed il suo valore etico, non può  che essere una delle priorità delle  Istituzioni“.