Atto intimidatorio alla sede di Equitalia a Reggio Calabria: rinvenute 5 cartucce

bossoli-nuovi“Nella notte tra venerdì e sabato scorso ignoti hanno fatto trovare sulla soglia della sede di Equitalia di Reggio Calabria in via Demetrio Tripepi 5 cartucce vuote di fucile, di vario calibro, e un biglietto con scritto “per Equitalia”, altro che regali ai dipendenti, come da circolare aziendale n. 120. Il vergognoso atto intimidatorio preoccupa e deve fare riflettere: Equitalia svolge un ruolo fondamentale nella lotta all’evasione, e, in particolare, in questa fase della vita del paese, la riscossione di quanto non versato diviene obiettivo di importanza strategica. E’ proprio un paradosso! Le lavoratrici ed i lavoratori di Equitalia sono vittime della propria professionalità, colpevoli solo di eseguire con la necessaria diligenza professionale le proprie mansioni, di eseguire le direttive aziendali e di applicare le leggi dello stato”, scrivono in una nota le segreterie Sas di Reggio Calabria. “Le lavoratrici ed i lavoratori di Equitalia - prosegue la nota- sono tra l’incudine ed il martello! L’incudine sono le norme emanate dallo stato in tema di riscossione tributi, le direttive del Ministero e dell’Agenzia delle Entrate; il martello è il malessere di contribuenti, a volte vessati, ma che riversano la propria indignazione verso obiettivi sbagliati. I dipendenti del gruppo Equitalia sono vittime di attacchi sempre più violenti da parte anche degli organi di informazione, vengono messi alla gogna quasi fossero usurai, sequestrati nell’espletamento delle loro mansioni, vittime di bombe carta contro gli sportelli ed ora anche di avvertimenti similari a intimidazioni mafiose. Occorre - aggiunge la nota- prendere una posizione di ferma, inequivocabile condanna rispetto a episodi simili, occorre smettere di rilasciare dichiarazioni equivoche ed apertamente ostili che non possono che peggiorare il clima.

In particolar modo le OO.SS. puequitaliantano il dito non solo sui media, che male informano l’opinione pubblica, ma soprattutto sui rappresentanti delle istituzioni e delle amministrazioni, che non fanno chiarezza su ciò che facciamo. I rappresentanti dei lavoratori evidenziano con preoccupazione come l’argomento Equitalia sia usato in campagna elettorale da “politici” che, strumentalizzando il lavoro di circa 8.000 dipendenti, sostengono la necessità di chiusura del gruppo, quando invece sono gli stessi politici ad essere gli autori delle leggi sulla riscossione, sono gli stessi politici che ne impongono i metodi ed i tempi di tale riscossione senza margine di discrezionalità alcuno. Non tralasciamo di menzionare poi le accuse di comportamenti vessatori e violenti rivolte ai lavoratori, oppure addirittura gli assurdi collegamenti tra l’attività di riscossione ed i suicidi di povera gente, vessata dallo Stato, solo in nome di un orrido e sconcertante sciacallaggio mediatico. Tutti devono essere consapevoli che queste dichiarazioni irresponsabili dei politici, così come le mancate risposte dei vertici aziendali, oltre che la risonanza che alcune testate giornalistiche attribuiscono loro, sono il terreno di coltura che stimola la reiterazione di quegli atti violenti e criminali che i lavoratori e le sedi del gruppo continuano a subire anche in questi giorni. Si invitano pertanto quei politici a usare lo stesso senso dello Stato che i lavoratori del gruppo Equitalia quotidianamente osservano nello svolgimento della loro seppur impopolare ma doverosa attività. Le OO.SS. sono fermamente schierate con le lavoratrici e i lavoratori di Equitalia, servitori dello Stato, chiamati a svolgere una funzione delicatissima e talvolta rischiosa per il bene della collettività, affinché possano operare in sicurezza e serenità“, conclude la nota.