Attentato ad Antoci: il presidente torna a lavoro e Crocetta svela nuove indagini in corso

Ha già messo alle spalle il suo attentato il presidente Giuseppe Antoci, che oggi è tornato ufficialmente a lavoro. Mentre si prepara a ricevere questo pomeriggio il ministro Alfano, il presidente della Regione Sicilia Crocetta svela nuove indagini in corso

LaPresse/Carmelo Imbesi

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L’attentato dei giorni scorsi a Giuseppe Antoci, presidente del parco dei Nebrodi, ha portato il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta a svelare altre indagini relative ai Nebrodi: “Da giorni stavamo lavorando e avevamo sotto osservazione il fenomeno della macellazione clandestina, l’attentato a Antoci ci impone di rendere pubblica questa attività e uscire allo scoperto. Sappiamo di lanciare una sfida pericolosa che espone i componenti della commissione Ispettiva a rischio non indifferente: oggi affronterò il tema nei comitati per l’ordine e la sicurezza di Palermo e Santa Agata dove con il ministro Alfano e formalizzero’ questo provvedimento. La Regione con un decreto presidenziale ha deciso di istituire una commissione Ispettiva, che si occuperà di attività di prevenzione e controllo da parte delle strutture delle Azienda sanitaria provinciale di Messina, in materia veterinaria, – ha aggiunto – e delle altre Asp dell’isola; di verificare la gestione dei pascoli, la correttezza e la tempestività delle comunicazioni sanitarie di competenza degli organi regionali, di accertare eventuali responsabilità degli organi deputati alla vigilanza, al controllo e alla gestione di competenza, con riferimento agli aspetti della zootecnia e dei pascoli anche per quanto attiene ai profili correlati a situazioni di rischio zoonosi. La commissione Ispettiva, costituita da 5 componenti è coordinata dal veterinario Vincenzo Di Marco Lo Presti“.
NebrodiIntanto Antoci, come aveva annunciato giorni fa su Rai3, non si ferma ma anzi è tornato oggi ufficialmente a lavoro: ”Tutti i dipendenti del Parco, i sindaci e tutta la comunità si sono stretti a me e mi hanno dimostrato la loro vicinanza. Ora siamo più uniti e più forti di prima e la risposta dello Stato sarà determinata e implacabile. Ripensando a mente fredda a quanto successo  ho capito che l’attentato nei miei confronti con quelle modalità poteva essere stato ideato solo dai vertici della mafia. Io sono salvo solo grazie agli uomini della scorta e al dirigente Manganaro, che hanno risposto al fuoco. Sono stati attimi terribili. Ho parlato con il capo della Polizia Gabrielli rappresentandogli tutta la mia gratitudine e sottolineando che devo tutto alla polizia. Sono convinto che quello dei mafiosi sia stato un grave errore, lo Stato ora sarà più incisivo nei loro confronti“.
E per quanto riguarda lo Stato, Antoci è pronto a ricevere questo pomeriggio la visita del ministro Alfano, mentre il premier Matteo Renzi lo ha contattato telefonicamente: ”Mi ha chiamato anche il presidente del Consiglio Renzi che mi ha detto che sarà con me per combattere questa battaglia contro la criminalità. Noi siamo sicuri che lo Stato non ci abbandonerà. Domani parteciperò anche alla manifestazione antiracket e sarò a Palermo per ricordare Falcone e poi a Sant’Agata Militello alla manifestazione organizzata per darmi solidarietà“.