Arrivano i risultati dello studio per la difesa del suolo in provincia di Reggio Calabria: “analisi, prevenzione e mitigazione” [FOTO e INTERVISTE]

Provincia e Università Mediterranea di Reggio Calabria insieme nello studio “Ricerche geologiche per la difesa del suolo e la pianificazione di bacino in provincia di Reggio Calabria”, i cui risultati sono stati illustrati oggi dagli esperti

difesa suolo reggio (1)Importante incontro stamane presso la Sala Conferenze di Palazzo Corrado Alvaro, dove sono stati presentati i risultati dello studio svolto dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria – Dipartimento Pau a seguito della convezione sottoscritta con il settore Difesa del Suolo della Provincia. 

Frutto dello studio, il volume “Ricerche geologiche per la difesa del suolo e la pianificazione di bacino in provincia di Reggio Calabria”, il cui responsabile scientifico è il prof. geologo Giuseppe Mandaglio; impegnati in primo piano nel progetto anche il dirigente provinciale, arch. Giuseppe Mezzatesta, e diversi accademici, tecnici, funzionari provinciali e addetti ai lavori.

Analisi, prevenzione e mitigazione: queste le parole d’ordine dello studio riportato sul volume suddetto, unico nel suo genere, con il cd-rom allegato, che vuole essere uno strumento utile per la programmazione e la pianificazione di interventi efficaci di difesa del suolo.

Grazie alla cartografia tematica e alla relazione tecnico-scientifica – si trasmette infatti – lo studio è in grado di rappresentare realmente il territorio di tutto il comprensorio reggino.

difesa suolo reggio (3)Ad intervenire stamane il presidente della Provincia, Giuseppe Raffa, che ha offerto i suoi saluti iniziali ritenendo quella di oggi una “degna conclusione di un percorso straordinario avviato da circa tre anni con la Mediterranea, un approfondimento su una tematica che oggi più che mai ha acquisito una rilevanza straordinaria, nato dal tentativo di dare una visione di insieme, frutto di un lavoro sinergico”.

L’Università di Reggio incarna altresì il pensiero che questo che si sta trattando sia un argomento strategico per la Calabria, ma nello stesso tempo un fenomeno nazionale da affrontare in maniera organica. Non per niente, il volume sostiene con forza la volontà di cambiare logica, di lavorare sulla prevenzione.

difesa suolo reggio (5)“Abbiamo voluto analizzare scientificamente quello che è il fenomeno del dissesto del suolo – interviene l’arch. Mezzatestaquesto ci servirà per gettare le basi per il futuro. Noi siamo partiti sempre dal rincorrere gli eventi accaduti, ma se ad oggi riuscissimo ad invertire rotta, ripartiremmo da uno studio fermo per fare prevenzione sul territorio: tentiamo di mitigare il vero e proprio rischio esistente in particolare nel nostro territorio; solo così ci renderemo conto di avere fatto un’opera importante. Il rischio sismico – continua Giuseppe Mezzatesta – è uno degli elementi base per programmare il futuro dei nostri territori. Il settore 13 si occupa anche di edilizia scolastica: stiamo installando su un circuito nazionale dei rilevatori sismici in diversi istituti scolastici della provincia (leggi qui). Abbiamo preteso che il nostro Ente diventasse punto di riferimento per la programmazione dei territori affinché finisse il finanziamento a pioggia ai singoli comuni, estremamente dannoso negli ultimi anni. Siamo riusciti a far questo dando uno strumento da portare avanti nell’ottica della Città Metropolitana”.

È il prof. Mandaglio a fornire le linee guida intono a cui si orienta lo studio svolto in questi ultimi anni: “un progetto nato come una scommessa – afferma – e la Provincia non ha posto limiti per la ricerca. L’Europa aveva già proposto la difesa del suolo come elemento di base, ma non ha ben delineato tutti i passaggi attraverso cui sviluppare le conoscenze. La provincia di Reggio si è sentita di aver proceduto l’Europa impostando un’azione basata sulla mitigazione dei rischi naturali”.

difesa suolo reggio (2)Sintetizzando il contenuto del volume, il prof. Mandaglio si sofferma sulle singole parti in cui è stata suddivisa la ricerca: la tettonica e la sismicità, la geologia della Calabria meridionale, le classificazioni litotecniche, la geomorfologia, la franosità e la stabilità dei versanti, i principi di idrologia e l’analisi morfometrica dei bacini, il dissesto nel territorio provinciale, la cartografia tematica, le analisi di base per i piani di bacini, mostrando tramite alcune slide anche le singolarità geomorfologiche di paesaggi singolari, come quello di Pentedattilo.

L’intervento successivo è affidato a Salvatore Siviglia, Segretario Generale ABR Calabria: Siviglia parla di “ottima interlocuzione esistente oggi tra il mondo scientifico e quello amministrativo”, facendo una carrellata sulle emergenze di ieri, per proseguire trattando alcuni rischi specifici su Reggio, come quello riferito alle fiumare di Gallico, Catona, Scaccioti, Annunziata, Calopinace, S.Agata, D’Armo, Valanidi, Macellari, San Giovanni e al torrente Fiumefreddo. Salvatore Siviglia argomenta anche in merito alle emergenze idrogeologiche nel 2015, dando alcuni dati riferiti all’aggiornamento Pai 2016 sul rischio idraulico e sul rischio di frana: “metteremo a disposizione dei singoli comuni l’accesso alle carte dei vincoli”, afferma infine, concludendo puntando l’attenzione sulla rilevanza della programmazione.

difesa suolo reggio (4)A chiudere i lavori della mattinata, il vicepresidente della Provincia, Giovanni Verduci, che ai nostri microfoni ribadisce la ferma fiducia affidata da parte dell’amministrazione provinciale a questo importante studio “di alto valore scientifico soprattutto per la collaborazione e la continuità del lavoro fatto dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Crediamo di poter dare uno strumento molto importante a tutti gli Enti locali, ma non solo, per quella che è la difesa del suolo nella nostra provincia. Anche in questi giorni si è sentito parlare della vulnerabilità del nostro territorio: crediamo che questo strumento non sarà certo la panacea di tutti i mali, però è un modo per iniziare un’attenta azione di prevenzione, e quindi mettere sotto la lente di ingrandimento tutte quelle operazioni di falde attive che ci sono”.