A Villa San Giovanni il primo Laboratorio Democratico

bandiere al centro Baden PowellIl Partito democratico della città dello Stretto ha dato il via – lo scorso 15 maggio – al primo Laboratorio Democratico per raccogliere disponibilità ed idee e per condividere progetti ed iniziative con tutti gli iscritti, gli elettori ed i simpatizzanti. Presso il centro sociale Baden Powell, quindi, i democratici hanno gestito un dibattito vivo e franco che si è tradotto in più di 20 interventi e nelle relazioni dei consiglieri comunali DEM. La chiave tematica è stata: memoria e speranza. Un binomio decisivo la cui importanza è stata evidenziata da Enzo Musolino (Commissione Comunicazione) che, dopo aver introdotto l’incontro, ha lasciato al capogruppo in consiglio comunale, Cosimo Freno, il compito di sviluppare i temi più prettamente politici: « Lo spirito del laboratorio democratico – ha chiarito Freno – è mettere insieme le idee per un progetto di ferma alternativa all’amministrazione Messina. Vogliamo ritornare in sella per amministrare la città segnando una discontinuità sensibile rispetto al poco o nulla fatto dalla maggioranza in carica sui grandi temi che coinvolgono il nostro territorio. Su ecopass, bilancio, scuole, porticciolo, piano spiagge, eccessi economici per eventi e spettacoli ed il mantenimento di uno staff del sindaco pressoché inutile e costoso, il fallimento della gestione di Centrodestra, infatti, è ormai evidente». Insieme a Freno, i compagni del gruppo consiliare del Pd Filippo Bellantone e Francesco Idone, sin dalle dimissioni del segretario Alberto Rappocciolo (all’indomani delle elezioni comunali dello scorso anno) sono i reggenti del Circolo del Pd locale e lo traghetteranno fino al prossimo congresso. Tante sono state le novità organizzative e gestionali poste in essere, compreso il trasferimento di sede (la nuova è sita in via Riviera e le riunioni sono previste ogni giovedì dalle 19,30); novità che sono state il frutto del lavoro comune dei tanti militanti organizzati in commissioni tematiche, le quali offrono ai consiglieri il substrato politico per le diverse iniziative e proposte (Osservatorio Salute ed Ambiente, Bandi di finanziamento, risoluzione problematica scuole e porto) che, anche se dai banchi della minoranza consiliare, non sono mancate in questo anno da parte dei consiglieri democratici. Tanti gli interventi al laboratorio democratico: Dai giovani iscritti Giacomo Guerrerà, Paola Mordà e Domenica Imbesi all’altrettanto giovane simpatizzante Giorgio Cotroneo, ai democratici (o esponenti della sinistra e del centrosinistra) navigati come Rocco Alizzi, Salvatore Polimeni, Giuseppe Morabito, Totò Calabrò, Pino Cotronei, Antonio Salvatore Ciccone, Natale Santoro, Peppe Sofi e Bruno Pecora; tutti hanno sottolineato – pur non risparmiando critiche comunque costruttive alle dinamiche interne del Partito territoriale e nazionale, soprattutto in ambito di organizzazione interna (Morabito) – alcuni elementi programmatici dei quali il Pd non può fare a meno: meritocrazia, formazione politica, efficienza, credibilità, primarie, programmazione a medio e lungo termine, progettualità, partecipazione, organizzazione, questione morale e legalità. Ciccone, poi, si è concentrato sul ruolo del partito e dell’associazionismo nelle dinamiche della costituenda Citta Metropolitana, con la necessità di una nuova fase di decisioni chiare, efficaci e condivise. Sono intervenuti pure Nino Chirico, Salvatore Borruto, Silvia Lottero e Alberto Rappocciolo. Dal già presidente della Provincia Cosimo Antonio Calabrò è venuto un espresso monito di fiducia verso il nuovo corso del circolo villese: «Il futuro appartiene ai giovani – ha detto dopo aver ricordato i tempi della sua sindacatura e le tante battaglie portate avanti – Le fasi di cambiamento sono sempre segnate dall’impegno dei giovani, ma è anche vero che non c’è futuro se non c’è memoria. Vi incito nel lavoro – ha concluso rivolgendosi a Freno, Bellantone e Idone – Noi vi staremo sempre vicini e vi aiuteremo». Il laboratorio, poi, non si è sottratto alle tematiche contingenti delle inchieste giudiziarie, alla presunta infiltrazione della criminalità organizzata nella riapertura della Perla dello Stretto che ha coinvolto anche il sindaco Messina e il capo dell’ufficio tecnico Franco Morabito. Il Laboratorio Democratico ha rappresentato la necessità di chiarezza sugli avvisi di garanzia notificati al sindaco. Nessun atto di accusa, né dichiarazioni al momento improprie ma una ferma puntualizzazione sul principio di legalità e sulla tutela dello stato di diritto. Il Pd, infatti, chiederà conto al primo cittadino – se ci saranno i presupposti – anche con la formalizzazione di un consiglio comunale ad hoc sul tema della legalità, come proposto da Natale Santoro. E se il garantismo, molto più che una clausola di stile, è davvero strutturato nel patrimonio culturale dei democratici, l’analisi politica e sociale non può sin d’ora prescindere da una ferma condanna per il quadro generale emerso dall’indagine della Procura di Reggio Calabria: «Il Pd – ha affermato il consigliere Filippo Bellantone – non si tira indietro dallo stigmatizzare ciò che sta succedendo. Si è parlato a buon senso di zona grigia, di formazioni più o meno lecite dedite ad interfacciarsi opacamente con la macchina burocratica. E’ un malaffare anti meritocratico e nemico dell’impresa vera, di quella che opera nel libero mercato. Oggi non si spara più ma si uccide lo stesso, perché muore l’economia, muore la democrazia. Le decisioni vengono prese nelle stanze segrete e, a quanto pare, con la cooperazione della ‘ndrangheta». Una vicenda non certo tranquillizzante, dunque, ancora aperta a possibili colpi di scena giudiziari. Ed in vista del consiglio comunale del 20 maggio il consigliere Francesco Idone precisa: «Prima di parlare dei temi oggetto dell’ordine del giorno previsto, dobbiamo capire se sussiste ancora l’agibilità democratica in seno al civico consesso, la maggioranza dovrà dimostrare se ha ancora la serenità di continuare a guidare questa Città. Chiaramente, ciò che a noi interessa è solo la questione politica e la corretta gestione amministrativa del nostro territorio».