Terzo scivolo per l’Approdo di Tremestieri (Messina)

Approdo di Tremestieri (1)di Franco Ortolani – I fatti hanno evidenziato che l’Approdo di Tremestieri è stato realizzato senza una adeguata valutazione degli impatti che l’ambiente avrebbe arrecato sul porto; le conseguenze sono note con insabbiamenti e interruzioni dell’attività portuale, danni alle spiagge a sud e a nord. In attesa di avviare la costruzione del secondo scalo, immediatamente a sud di quello esistente, i responsabili istituzionali hanno proposto di realizzare un terzo scivolo da usare solo con mare calmo. L’immagine 1 riproduce lo schema progettuale del terso scivolo che verrebbe realizzato proprio alla foce del torrente Larderia. Le immagini 2 e 3 riproducono lo scalo come appare dalla foto satellitare di Google Earth del 18 febbraio 2011 e del 5 marzo 2015. L’immagine 4 evidenzia il bacino idrografico del torrente Larderia alla cui foce dovrebbe essere costruito il terzo scivolo. L’immagine 5 riproduce uno stralcio della pericolosità idraulica dell’Autorità di Bacino che evidenzia la pericolosità alla foce connessa ad eventi di piena innescati da nubifragi rilasciati da cumulonembi. Si deve ricordare che il bacino idrografico del torrente Larderia confina a sud con i piccoli bacini che insistono su Mili San Marco e Mili San Pietro, affluenti del torrente Mili. Questi due bacini sono stati interessati da nubifragi e conseguenti colate di fango e detriti rispettivamente il 10 marzo 2010 e l’11 marzo 2011 come evidenziato nella seconda figura con alcune immagini significative degli effetti devastanti. Come si nota, il bacino idrografico del torrente Larderia è molto più vasto dei due sottobacini confinanti e si trova nella fascia Catania-Messina ripetutamente interessata da nubifragi rilasciati da cumulonembi. La pericolosità idraulica del bacino del torrente Larderia è evidente. E’ evidente che il terzo scivolo proprio alla foce del torrente Larderia può essere interessato, nonostante i preventivi dragaggi dei fondali, dall’accumulo rapido di migliaia di metri cubi di detriti in seguito a non improbabili nubifragi. Si presume che in base a questi eventi noti sia stata effettuata una attenta valutazione degli impatti ambientali derivanti da fenomeni idrogeologici simili a quelli che hanno interessato le valli immediatamente a sud ed in particolare gli abitati di Mili San Pietro e Mili San Marco alcuni anni orsono.