Reggio Calabria, sabato la presentazione del saggio “L’area grigia”

L'area griguaL’Accademia del tempo libero di Reggio Calabria, organizza per sabato 30 aprile alle ore 18.00, nei locali del “Cipresseto”, Auditorium “Umberto Zanotti Bianco” siti in Via Melacrino n° 34, la presentazione del saggio  “L’area grigia”, scritto a quattro mani dal Prefetto Franco Musolino e dallo Psichiatra Pasquale Romeo, docente di Psichiatria all’Università di Bari. L’evento partendo dalle riflessioni suggerite dagli autori, si propone di contribuire all’innesco di un virtuoso percorso di rinascita della Società civile sul tema del recupero della tensione morale e della solidarietà sociale. Il riesame delle coscienze e una revisione critica dei comportamenti dovrebbe portare il cittadino ad abbandonare atteggiamenti attendistici e rinunciatari e indurlo, a riappropriarsi del potere di cambiare gli scenari di vita utilizzando come supporto esclusivamente le Istituzioni democratiche. Ciò può avvenire da subito con effetti validi anche a lungo termine e con la prospettiva di offrire un servizio alle future generazioni. All’incontro dibattito saranno presenti gli autori, interverranno i soci Aldo Festini, già Dirigente superiore della Polizia di Stato, Pietro Mafrici, già Direttore dell’Ufficio provinciale dell’INPS di Reggio Calabria e parteciperanno, con interventi, i soci e il Pubblico. Coordinerà la socia Eugenia D’Africa, ingegnere. L’evento è inserito tra le manifestazioni previste dagli Stati generali della Cultura, a cui l’Accademia è onorata di partecipare e si auspica di contribuire a realizzare l’obiettivo degli autori sintetizzato nella frase del Procuratore Pignatone:

… la posizione di Musolino e Romeo è chiarissima: bisogna creare una «reazione per esprimere un sussulto di rabbia, elemento principe per cambiare» una società malata che a volte si è tentati di considerare “normale”, cambiando l’atteggiamento, tipicamente calabrese, per cui «aspettiamo continuamente Godot, come nella commedia di Beckett, in maniera perversa e immobile, negando le cose positive già fatte e sottolineando solo quelle negative».E, soprattutto, «questo non è un lavoro che possa darsi in appal­to» né alla magistratura, né alle forze di polizia né a nessun altro; esso compete direttamente all’intera società.”