Reggio Calabria, operazione “Piscatores”. Cafiero de Raho: “crimine raffinato”

Federico Cafiero De RahoDurante la conferenza stampa di questa mattina in merito all’operazione “Piscatores” che ha portato all’arresto di 27 persone responsabili di associazione per delinquere, truffa, riciclaggio, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso o sistemi informatici o telematici, sostituzione di persona, possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi, operanti nella Locride e, in particolare, nei Comuni di Grotteria, Gioiosa Jonica, Marina di Gioiosa Jonica e Siderno, il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho afferma: ”Un’associazione che si muoveva comunque in un contesto mafioso come la ionica reggina, seppure le indagini, finora, non hanno permesso l’ipotesi di associazione mafiosa. Il gruppo criminale agiva su tutto il territorio nazionale con una tecnica quasi ufficiale, riuscendo a far passare un loro complice come agente finanziario della multinazionale olandese ING Direct, che ha immediatamente collaborato con noi per svelare il sistema truffaldino messo in piedi da persone senza scrupoli che in due sole operazioni hanno sottratto circa 600 mila euro ai legittimi proprietari del danaro“.

Il Comandante del reparto di Locri della Guardia di finanza, ten.col. William Vinci, ha affermato che “dopo le varie denuncie abbiamo scoperto che molte delle persone intestatarie che utilizzavano i bancomat per i prelievi truffaldini non esistevano. Poi, attraverso la nostra banca dati abbiamo scoperto che il denaro prelevato finiva puntualmente sui conti on line di persone senza alcun reddito o attività economica“.

Il procuratore aggiunto Gaetano Paci ha affermato che “l’indagine può definirsi un prototipo della specie che denota la raffinatezza raggiunta dal crimine organizzato, in grado con la tecnica del ‘fishing’, ovvero, dell’adescamento, di accreditarsi con forte credibilità attraverso mail e siti con loghi molto simili all’istituto finanziario coinvolto nella truffa, fino a convincere i malcapitati di turno a farsi consegnare i codici Pin per l’accesso alle operazioni bancarie“.