Reggio Calabria, nuovo salasso per i cittadini. La confcommercio: “dal Comune rincari ingiustificabili”

FirmaSindacoFalcomatàUn’altra tegola per i cittadini reggini. Sono già in vigore, dallo scorso 22 aprile, le nuove tariffe sui diritti di segreteria per tutti i procedimenti e la documentazione riguardo l’urbanistica e l’edilizia. La Giunta Comunale reggina, con deliberazione n. 53 dell’11 aprile 2016, ha provveduto alla rideterminazione delle quote non con un minimo aumento ma con una vera e propria batosta. Le nuove tariffe, con aumento che arrivano fino al 1000% (mille) interessano sia professionisti del settore quanto semplici cittadini, come spiegato in una nota ufficiale della Confcommercio.

Ad essere colpiti, ancora una volta, sono le tasche degli incolpevoli reggini che saranno costretti a pagare cifre improponibili anche per un semplice certificato di destinazione urbanistica, da 7,75 a “soli” 30 euro oppure per l’agibilità da 51,64 a 100 euro per immobili ad uso residenza e, triplicando l’importo per le attività non residenziali. Per la S.C.I.A. si parte da 100 euro per attività ordinarie e 150 per quelle in sanatoria. Tra gli aumenti choc, tutti consultabili sul sito del Comune di Reggio Calabria, è indubbiamente l’autorizzazione per la lottizzazione di aree che dai 51,65 euro è passata ai 500.

giovanni santoroIl settore edile, insieme a quello commerciale che sostengono l’economia reale della città, sono sempre più presi di mira. La gente chiede lumi su quest’ennesimo aumento cosi come la Confcommercio di via Castello 4 che si scaglia contro il nuovo tariffario chiedendo spiegazioni all’Ente comunale. Per il Presidente Giovanni Santoro questo è l’ennesimo colpo basso per imprenditori e semplici cittadini che non tiene conto del difficile momento economico che Reggio sta vivendo. «I diritti di segreteria sono di competenza esclusiva del Comune. Quindi, perché questi aumenti spropositati? Stiamo vivendo una crisi preoccupante che non tralascia nessun settore – ha affermato Giovanni Santoro –. Se si vuole rilanciare la città i balzelli comunali non aiutano, al contrario. È il caso di rivedere al più presto la delibera e fermare quest’ulteriore danno alle tasche dei cittadini. In ogni caso, come Confcommercio, non condividiamo la soluzione adottata dall’amministrazione comunale né nel merito né nel metodo. Ancora una volta scelte importanti per la stessa sopravvivenza delle imprese vengono adottate senza attivare alcuna forma di confronto o concertazione con le Organizzazioni di Categoria».