Reggio Calabria, Marra (MAP): “festeggeremo la vera liberazione quando l’Italia uscirà fuori dal sistema Europa”

Italien, Rom, zerstörtes Gebäude“Con uno sguardo a tutto quello che succede fuori dai confini italiani non ci rimane che una riflessione , cioè che festeggeremo la vera “liberazione” quando usciremo fuori dal sistema Europa. Per noi ma come tantissimi italiani il 25 Aprile non è una festa nazionale, ma è sempre stata la festa delle bandiere rosse in quanto non considera che gli italiani fino ad allora non erano stati certo antifascisti ; non rende onore al nemico anzi nega dignità e memoria a chi ha dato la vita per la patria, solo per la patria, pur sapendo che ormai la guerra era persa. Negli anni recenti si stanno scoprendo avvenimenti agghiaccianti sulla guerra civile in Italia avvenuta nel periodo compreso tra l’annuncio dell’armistizio di Cassabile ( 8 settembre 1943 ) e la resa di Caserta ( 2 Maggio 1945 ) , durante il quale si verificarono combattimenti tra reparti militari della Repubblica Sociale Italiana (RSI) e i partigiani italiani anche con rappresaglie sulla popolazione civile (ricordo Giuseppina Ghersi rapita il 25 Aprile a Savona che soltanto dopo essere stata torturata e violentata dai partigiani comunisti il 30 Aprile veniva finita con un colpo di pistola alla nuca per poi essere gettata su un cumulo di cadaveri)”, scrive in una nota il presidente del Map Pietro Marra. “Per capire quello che è successo – prosegue-  dobbiamo ricordare  che con l’armistizio di Cassibile, imposto dalle Potenze Alleate, morì una PATRIA e con la  inaspettata comunicazione con un messaggio radiofonico letto dal maresciallo Badoglio la sera dell’8 settembre da parte degli alleati colse del tutto impreparate e lasciò quasi prive di direttive le forze armate italiane che si trovavano impegnate nei fronti all’estero, e quelle all’interno della madrepatria: non vi erano ordini né piani, né ve ne sarebbero stati nei giorni a seguire ;furono centinaia di migliaia i soldati che, in assenza di ordini, si arresero senza combattere e furono deportati in Germania. Malgrado l’iniziale entusiasmo con cui la maggior parte della popolazione accolse la notizia, apparve chiaro che l’armistizio non avrebbe portato la pace. Il giorno stesso, il re e Badoglio – aggiunge- fuggirono dalla capitale riparando in Puglia precisamente a Brindisi con la maggior parte dei membri del governo ( tristemente noto è l’episodio dell’imbarco nel porto di Ortona in quanto non c’era posto per tutti i componenti del numeroso seguito, molti di loro, pur essendo alti ufficiali delle Forze Armate , si gettarono inutilmente all’assalto della piccola corvetta , ma una volta respinti a terra , colti dal panico, vestirono abiti borghesi e abbandonarano bagagli e uniformi per terra nel porto si diedero alla macchia)  al fine di evitare la temuta reazione tedesca per la resa italiana. Questa festa vuole rendere onore soltanto ad una percentuale di Italiani a differenza delle altre ricorrenze nazionali . Si prenda il centenario della prima guerra mondiale ricordato anche nel suo aspetto tragico e catastrofico, nei suoi errori e nei suoi orrori mentre il 25 Aprile è solo celebrativa, non ricordando le pagine nere, sporche o sanguinose che l’hanno accompagnata né distingue tra chi combatteva per la libertà e chi voleva instaurare un’altra dittatura in Italia. Insomma una festa che anno per anno aumenta le bugie su tutto quello che è accaduto in Italia 71 anni fà ( daltronde abbiamo avvenimenti come il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro oppure la strage di Ustica o ancora più recenti le uccisioni dei Giudici Falcone e Borsellino in cui la verità è ancora nascosta ) e che viene usata politicamente da una parte politica”, conclude.