Reggio Calabria, Mala Sanitas. Una lettrice di StrettoWeb: “il mio parto ai Riuniti, esperienza devastante”

LaPresse/ Adriana Sapone

LaPresse/ Adriana Sapone

Una lettrice di StrettoWeb, Claudia Schiavone, ha voluto raccontare la propria testimonianza dopo l’inchiesta “Mala Sanitas” che ha portato ieri a 4 misure cautelari degli arresti domiciliari nei confronti di medici e di 7 misure interdittive della sospensione dell’esercizio della professione (medica e/o sanitaria) per la durata di 12 mesi a carico di n. 6 medici e di n. 1 ostetrica. Ecco la testimonianza di Claudia, che riportiamo integralmente:

“Buongiorno alla redazione di StrettoWeb e a tutti i lettori indignati come me, dalle ultime tristissime e sconvolgenti notizie riguardanti i “dottori” dell’ospedale Riuniti. Oltre che da semplice cittadina che paga abbondantemente tutte le tasse, comprese quelle sanitarie, parlo da paziente che ha vissuto una devastante esperienza avuta nel luglio 2013 proprio nello stesso reparto di ostetricia e ginecologia. Nonostante siano trascorsi quasi tre anni dal giorno della nascita di mia figlia, non faccio altro che pensare a come sono andate le cose, una gravidanza normale, un parto da animali al mattatoio. Mia figlia ed io siamo vive per puro MIRACOLO e non certo per la bravura di quelli che si definiscono medici, che invece di avere tatto e di aiutare le persone, pensano solo a pararsi il di dietro”.

“Senza però entrare in merito ai dettagli della mia esperienza che sarebbe lunga e dolorosa da raccontare , volevo dire che la mia lettera e’ indirizzata soprattutto a chi dovrebbe vigilare su tutto ciò che viene svolto in ospedale, a partire dal pronto soccorso, risalendo per tutti i reparti , arrivando infine in neonatologia che di buono secondo me, ha ben poco. L’azienda ospedaliera non può permettersi di cadere dalle nuvole, perché qui non stiamo parlando di un guasto provocato ad un’automobile, ma di vite umane. Non si gioca con le persone, dovreste almeno averlo letto da qualche parte. Dunque a parer mio le colpe non devono ricadere solo sui dottori, ma anche su chi dovrebbe controllare. Penso che si dovrebbe cominciare a vigilare in modo serio e incessante su tutti quelli che operano in ospedale perché io che lo visito spesso mi rendo conto che altro che tecnologico e moderno… Il sistema non funziona in nessuna delle sue parti, non parliamo poi della pulizia …quello è un  discorso a parte anche se molto importante. Riconosco comunque che in quella struttura vi sono anche operatori (purtroppo pochi) che salvano veramente vite ogni giorno e che si prodigano per il benessere dei pazienti, ai quali va il mio ringraziamento e appoggio morale. Concludo la mia lettera dicendo che sono vicina davvero con il cuore alle famiglie dei bambini danneggiati e alle altre che a casa sono tornate a mani vuote per colpa di gente incapace. Da una cittadina schifata .Claudia Schiavone”.

Claudia Schiavone