Reggio Calabria, “Mala Sanitas”: neonati morti o invalidi per colpa dei medici, gli agghiaccianti particolari emersi dall’inchiesta [VIDEO]

Reggio Calabria, i particolari dell’operazione “Mala Sanitas”: tutti i dettagli e i video della conferenza stampa

neonato incubatriceCartelle cliniche “manipolate” o falsificate per coprire le responsabilità derivanti dagli errori medici commessi nei reparti di Ostetricia e ginecologia, di Neonatologia e di Anestesia del Presidio ospedaliero “Bianchi-Melacrino-Morelli” (“Ospedali Riuniti”) di Reggio Calabria. E’ lo spaccato emerso dall’inchiesta “Mala sanitas” coordinata dalla Procura della Repubblica reggina e dal Gico del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza. Nell’ordinanza che ha portato ai domiciliari 4 medici ed alla sospensione dalla professione di altri sei e di una ostetrica, il gip parla dell’”esistenza di una serie di gravi negligenze professionali e di ‘assoluta freddezza e indifferenza’ verso il bene della vita che di contro dovrebbero essere sempre abiurate dalla nobile e primaria funzione medica chiamata ‘a salvare gli altri’ e non se stessi”.

LaPresse/ Adriana Sapone

LaPresse/ Adriana Sapone

Dalle indagini sarebbe emersa l’esistenza di un sistema di copertura illecito, condiviso dall’intero apparato sanitario, che è stato attuato tutte le volte in cui “le cose non sono andate come dovevano andare” nell’esecuzione dell’intervento sulle singoli gestanti o pazienti, per evitare di incorrere nelle conseguenti responsabilità soprattutto giudiziarie. Nelle conversazioni intercettate nel corso delle indagini, si sentono gli indagati che, a seconda il caso trattato e il bisogno necessario, si esprimono dicendo “la si chiuderà e poserà nell’armadio”, oppure che la cartella sarà alterata “con bianchetto”, o si inciderà sulla stessa “con una striatura”, o si provvederà a introdurre nella stessa falsi documenti sanitari o a sopprimerne “parti”. Secondo gli inquirenti, all’occorrenza, la cartella veniva confezionata ad arte o veniva omesso deliberatamente di attestare ciò che era stato visto e compiuto durante l’intervento.

reggio mala sanitas gdf de raho (2)“Le famiglie dei pazienti non potevano accorgersi di quanto succedeva, perché anche quando il paziente era stato intubato erroneamente risultava tutto regolare e anche quando mancava l’ossigeno tutto ufficialmente sembrava a norma. Il malato non avrebbe mai potuto sapere ciò che era avvenuto, noi solo con le intercettazioni abbiamo capito quello che avveniva e siamo andati a verificare la cartelle cliniche”. Lo ha detto il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho. “Il diritto alla salute è uno dei diritti fondamentali alla persona, si spera che vengano rispettati i valori fondamentali, invece molti si muovevano per coprire: c’è qualcosa di molto grave nel settore e anche in chi doveva controllare e non controlla, il sistema dei controlli va modificato”, ha aggiunto.

Infine, particolare focus su un caso di un medico sottoposto ai domiciliari che avrebbe indotto attraverso dei medicinali l’aborto della sorella (a sua insaputa) perché il medico sospettava una malattia del feto.