Reggio Calabria, Mala Sanitas: l’Unc Calabria valuta la costituzione di parte civile

LaPresse/ Adriana Sapone

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“E’ bene premettere che non paiono innanzitutto opportune, in questo momento, valutazioni sul merito delle contestazioni contenute nei capi di imputazione nei confronti degli inquisiti, ma lo scenario che emergerebbe dalle indagini disposte dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria a carico del presidio ospedaliero “Bianchi-Melacrino-Morelli è davvero drammatico e sebbene con le dovute cautele”, sostiene l’Avv. Saverio Cuoco, presidente regionale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria, ”per una vicenda che è appena agli inizi del suo iter giudiziario, nella quale sarebbero coinvolti medici e personale paramedico del reparto di ostetricia, rappresenta il drammatico degrado che si annida in un sistema che, più degli altri, ne dovrebbe essere immune, quale quello sanitario, preposto alla tutela della salute, diritto costituzionalmente garantito. Le accuse rivolte ai medici ed al personale paramedico sono pesantissime e, se confermati gli illeciti, ci troveremmo dinanzi ad una lesione diretta per tutti gli utenti della sanità reggina -prosegue l’Avv. Saverio Cuoco- perché dimostrerebbe non solo casi di evidente malasanità, ma addirittura il compimento di ulteriori reati per coprire gli errori e le gravi conseguenze dell’operato dei medici stessi. Tutto ciò determina l’ulteriore perdita di fiducia dei cittadini nella sanità calabrese e nello specifico in quella reggina e sebbene non sia il caso di “fare di tutta un’erba un fascio” (perché esistono innumerevoli casi di buona sanità anche dalle nostre parti), saranno sempre più convinti, come da molti anni ormai, ad intraprendere i cosiddetti “viaggi della speranza” rivolgendosi ad altre realtà sanitarie geografiche, per trovare rimedio ai problemi di salute. L’assenza di attenzione e di professionalità e la mancanza inoltre di un seria vigilanza da parte della struttura sanitaria,, sul personale che opera all’interno della stessa, è un danno non solo per i pazienti coinvolti ed i loro familiari, ai quali va espressa la nostra assoluta solidarietà, ma per tutta la comunità civile, rappresentata dalle associazioni dei consumatori e, nel caso specifico, dall’Unione Nazionale Consumatori che ha deciso di valutare l’esistenza dei requisiti per la costituzione di parte offesa nell’inchiesta, chiedendo per conto della collettività un equo risarcimento danni ai responsabili di tali illeciti, nell’interesse generale e comune di un’intera categoria di utenti, i pazienti, e dei loro familiari, per la tutela della salute delle persone ed il rispetto dei diritti del malato e della propria famiglia, anche nei rapporti con le strutture sanitarie pubbliche e private.