Reggio Calabria, Mala Sanitas. Cisl: “si faccia chiarezza subito”

LaPresse/ Adriana Sapone

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“Una brutta storia interessa la Sanità Reggina e questa volta va a colpire proprio il cuore del sistema, il perno della moderna configurazione della rete ospedaliera provinciale che anche se con autonoma gestione, dovrebbe lavorare in simbiosi e a supporto degli altri Ospedali della oramai imminente Città Metropolitana. Si parla di  aborti procurati, di manovre sbagliate, interventi mal riusciti coperti da cartelle cliniche aggiustate e interazione tra le categorie professionali operanti, atta a coprire le problematiche e ad occultare le prove dell’avvenuto”, scrive la CISL.

CISL FP e FIALS “già in tempi non sospetti organizzavano incontri, dibattiti e convegni su come invece doveva essere la nuova sanità in provincia, di come si potevano garantire i livelli essenziali di assistenza razionalizzando le spese, di come si poteva e si doveva integrare il Territorio con gli Ospedali, puntando sul percorso nascite, sull’Assistenza Domiciliare Integrata, sulla Specialistica Ambulatoriale. Una vecchia e contorta mentalità e un piano di rientro durato troppo tempo, hanno determinato una “chiusura” tra le parti da integrare; le carenze organiche e strutturali hanno involuto le varie unità operative che si isolano dal contesto e trovano intese su come tutelarsi dai rischi continui a cui si farebbe invece fronte collaborando ed integrandosi”.

CISL FP e FIALS percepiscono “u

LaPresse/ Adriana Sapone

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na forma di collaborazione tra professionisti col fine di proteggersi da quelle insidie che scomparirebbero solo avviando un percorso di condivisione e sostegno multidisciplinare delle procedure. L’impegno non va incanalato nel nascondere ma nel supportarsi a vicenda nell’impegno comune di offrire ognuno il proprio incondizionato apporto, un orientamento di equipe con il sostegno di tutte le strategie di controllo e gestione del rischio clinico, dove ogni figura intuisce ed evita per tempo l’avverarsi di procedure che potrebbero portare all’insuccesso della cura, dell’intervento, della manovra. Purtroppo si è giunti ad un livello drammatico, almeno questo emerge dall’inchiesta avviata dalla Procura di Reggio Calabria, il Ministro della Salute la definisce “Una situazione veramente scandalosa”, gli arresti e le sospensioni dal servizio in effetti fanno preoccupare molto”.

CISL FP e FIALS auspicano “da parte del Ministro un presa di posizione nei confronti dell’immobilismo che da anni avvelena la sanità calabrese, oggi bisognevole di normalità e di sviluppo, di nuove e fresche professionalità per “aprire” alla trasparenza e interazione tra figure professionali e altre strutture della rete”.

CISL FP e  FIALS sperano “che il percorso della Giustizia sia rapido ed efficace, si augura che sia d’esempio a tutti e che tuteli la parte sana di professionisti su cui poggia la salute dei cittadini, ritenendo che l’affermazione del Ministro Lorenzin   “In Calabria c’è molto lavoro da fare e da fare in modo molto veloce”, non sia il solito slogan”.