Reggio Calabria, “Mala Sanitas” ai Riuniti: maxi interrogatorio di 8 ore per Tripodi, gli altri si avvalgono della facoltà di non rispondere

Reggio Calabria, oggi l’interrogatorio per l’ex primario facente funzioni del reparto di ginecologia degli Ospedali Riuniti per l’operazione “Mala Sanitas”

LaPresse/ Adriana Sapone

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E’ durato oltre otto ore l’interrogatorio di garanzia dell’ex primario facente funzioni del reparto di ginecologia dell’azienda ospedaliera Bianchi Melacrino Morelli di Reggio Calabria, Alessandro Tripodi, uno dei quattro medici agli arresti domiciliari per l’operazione “Mala sanitas” condotta dalle Fiamme Gialle della Guardia di finanza nell’ambito della quale altri sei medici ed un’ostetrica sono stati sospesi dall’esercizio della professione medica. L’inchiesta ruota attorno ad un presunto “sistema” che, all’interno degli Ospedali Riuniti, operava per nascondere eventuali casi di malasanità che si verificavano. “L’interrogatorio – ha detto all’ANSA l’avvocato Giovanni De Stefano, il legale di Tripodi - è stato particolarmente approfondito e si è svolto in un clima di assoluta serenità tra le parti. Voglio sottolineare che nel corso dell’interrogatorio sono stati contestualizzati gli eventi con un’analisi puntuale delle cartelle cliniche“. All’interrogatorio, condotto dal gip Antonino Laganà, hanno partecipato i sostituti procuratori Annamaria Frustaci e Roberto Di Palma, ai quali si è aggiunto nella parte finale il procuratore aggiunto Gaetano Paci. Precedentemente, gli indagati Pasquale Vadalà, ex primario, e due assistenti, Filippo Luigi Saccà e Daniela Manuzio, si erano avvalsi della facoltà di non rispondere. I quattro sanitari sono accusati di associazione per delinquere e falso ideologico in atto pubblico.