Reggio Calabria, i sindacati: “la visita di Renzi non sia solo una passerella”

Lapresse /Emiliano Albens

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Ennesima visita del Capo del Governo Matteo Renzi nella città di Reggio Calabria. Annunci trionfalistici accompagnano il suo cammino, tutti pronti ad osannare il “Patto per Reggio Calabria e per la Calabria”. Non è così per CGIL CISL e UIL, che in una nota stigmatizzano “le esternazioni di chi, in queste ore che precedono la visita, si affanna a definire l’evento: straordinario, solenne, una grande festa. Ben poco da festeggiare in verità – proseguono i Segretari Generali – in una città metropolitana dove i cittadini ormai stanchi, di inutili passerelle, attendono che le parole si traducano in risposte concrete, non come la fabbrica di auto che doveva rilanciare Gioia Tauro. Risposte su temi importanti che riguardano l’intera città metropolitana, il rilancio del Porto di Gioia Tauro, gli investimenti necessari per colmare le carenze infrastrutturali, A3 e S.S. 106 in primis, che consentano di valorizzare il territorio. Risposte ai giovani che vorrebbero costruire il loro futuro in questa terra, risposte a quei lavoratori che non percepiscono la retribuzione da tredici mesi, ai disoccupati, agli indigenti, risposte a chi oggi percepisce il sussidio del 2014. Risposte a chi emigra per lavoro, studio e cure sanitarie. Risposte concrete sulla Sanità a tutela del cittadino e degli operatori del settore che quotidianamente esercitano la loro missione nel silenzio e senza alcun riconoscimento. L’indignazione degli ultimi giorni, le commissioni d’inchiesta, non possono nascondere il vero problema della Sanità calabrese dove la politica ha condizionato negativamente l’organizzazione dei nostri Ospedali. La carenza di medici, infermieri e personale oss, sono le denuncie inascoltate da parte della politica. Niente annunci Presidente, – concludono i Segretari – solo presenza fattiva e atti concreti per rispetto di chi, con sofferenza, vive la quotidianità in questa città cercando di mantenere viva la speranza in un futuro dignitoso che ad oggi viene negato”.