Reggio Calabria, costituito un tavolo tecnico contro la chiusura della Corte d’Appello

CORTE APPELLO REGGIO“Il 21 aprile, nei locali della Corte d’Appello di  Reggio Calabria, si è costituito un tavolo tecnico al quale hanno preso parte i Capi di tutti gli Uffici Giudiziari -Giudicanti e Requirenti- del Distretto di Reggio Calabria, i Presidenti dei  Consigli Forensi di Reggio Calabria, Locri e Palmi, i Rappresentanti istituzionali del Consiglio Regionale e del Consiglio Provinciale, e il Sindaco della Città di Reggio Calabria”, scrive il Presidente della Corte f.f. Fiorenza Freni. “Il tavolo -prosegue- si è costituito allo scopo di sottoporre all’attenzione della Commissione Ministeriale presieduta dall’On. Vietti, incaricata del “riordino della geografia giudiziaria”, le specificità del territorio e della giurisdizione del Distretto. In particolare,  è stata espressa viva preoccupazione per la prospettata soppressione della Corte di Appello di Reggio Calabria, osservando che:

1)    Il Distretto di Reggio Calabria è notoriamente caratterizzato dalla pervasiva presenza della ‘ndrangheta, considerata l’organizzazione criminale più pericolosa al mondo, che proprio sul territorio reggino affonda le sue radici e mantiene i suoi vertici di comando.

2)    La soppressione della Corte di Appello avrebbe come conseguenza ineluttabile la eliminazione, oltre che della Procura Generale, di importanti Uffici Giudiziari con competenza distrettuale (la Direzione Distrettuale Antimafia , il Tribunale Minorile, il Tribunale di Sorveglianza, il Tribunale  Misure di Prevenzione, il Tribunale del Riesame), nonchè delle Sezioni speciali delle Forze di polizia (DIA e altre), dell’Avvocatura Distrettuale dello Stato e del Distretto Notarile. Rimuovere una struttura quale la DDA, che ha conseguito eccellenti risultati nell’azione di contrasto alla ‘ndrangheta, e spostarla su  un osservatorio distante comprometterebbe  la percezione  immediata del fenomeno associativo, a beneficio della criminalità. Devastante sarebbe, pertanto, il messaggio dato ai cittadini dalle massime Istituzioni dello Stato.

3)  I criteri di riordino della geografia giudiziaria non possono prescindere della qualità dei processi penali trattati e dalla pressante esigenza di assicurare, in un territorio fortemente segnato dalla criminalità organizzata, una pronta risposta alla domanda di giustizia anche nel settore civile.

4)  Le caratteristiche morfologiche ed i mezzi di collegamento esistenti non consentono l’agevole mobilità nel territorio regionale.

5)  Reggio Calabria è Città Metropolitana e come tale non può essere privata di un fondamentale presidio di legalità.

Pertanto, si è fatta riserva di inviare a breve alle più alte Autorità dello Stato articolato ed analitico documento per meglio illustrare le ragioni che ostano alla paventata soppressione della Corte e degli Uffici ad essa connessi che, piuttosto, andrebbero adeguatamente potenziati”, conclude.