Reggio Calabria, chiusura dell’OASI: presentato ricorso al TAR, battaglia legale con l’Amministrazione Comunale

Reggio Calabria, la società proprietaria dell’OASI club fa ricorso al TAR contro la chiusura da parte del Comune che qualche settimana fa ha revocato le licenze ad una delle più note e storiche attività commerciali della città

OASI ReggioLa società “Aldebaran”, proprietaria dell’Oasi club di Reggio Calabria, ha presentato ricorso al TAR avverso la chiusura disposta dal Comune di Reggio Calabria che nelle scorse settimane ha revocato le licenze alla storica attività commerciale di Pentimele. Il locale è uno dei più noti e storici della città, operativo da circa mezzo secolo con 1.750 metri quadrati di zona verde, 1.500 sedie sdraio, 1.000 lettini, 2 piscine, 3 discoteche, un ristorante da 175 posti con 4 terrazze sul mare, una rinnovata sala ricevimenti, 150 cabine attrezzate, una ludoteca da 100 posti, spazi e strutture per 6 sport da spiaggia e 2.500 potenziali ingressi giornalieri e molto altro. Il provvedimento aveva scatenato anche la dura reazione del Presidente di Confindustria Andrea Cuzzocrea.

oasi reggio calabria (2)Il Comune ha revocato le licenze dopo la revoca del certificato antimafia decisa dalla prefettura, sulla base di una serie di elementi emersi in una serie di informative portate all’attenzione del prefetto Claudio Sammartino. Da Palazzo San Giorgio, l’Amministrazione Comunale spiegava il gesto come un “atto dovuto” ma nel ricorso al TAR portato avanti dai legali dei proprietari dell’OASI si mette in discussione proprio questo passaggio.

Il Comune, infatti, ha inteso che l’informativa dell’interdittiva ha quale conseguenza automatica la necessità di revocare le licenze di un’attività commerciale come l’Oasi. Un automatismo che gli avvocati difensori dell’OASI ritengono assolutamente infondata. Il ricorso, infatti, ha due distinti obiettivi. Uno più importante e anche di lungo periodo, che è quello di ottenere la sospensiva dell’informativa interdittiva della Prefettura, e uno più immediato contro la decisione del Comune. La richiesta è quella di ottenere la sospensiva del provvedimento con il quale il Comune ha revocato le licenze, considerato “erroneo” perchè l’Amministrazione Comunale ha ritenuto che l’adozione da parte della prefettura dell’informativa di interdittiva comportasse l’obbligo di provvedere alla deroga. Ma è infondato che la prefettura abbia ordinato al comune di revocare le licenze. Il comune ha provveduto autonomamente pensando e immaginando che l’applicazione dell’informativa dell’interdittiva porti come conseguenza di revocare le licenze emesse dall’ente pubblico. Su questo si gioca la battaglia legale con l’Amministrazione Comunale, e potrebbe portare alla riapertura dell’OASI.

Novità sono attese nella seconda metà del mese di maggio.