Reggio Calabria, adesso per i parti si rischia il caos. Tre alternative in Provincia mentre ai Riuniti si riparte

Reggio Calabria, dopo l’operazione “Mala Sanitas” i reparti di Ostetricia e Ginecologia e di Neonatologia degli Ospedali Riuniti sono decimati nel personale: per i parti si rischia il caos

sala partoA seguito dell’inchiesta “Mala Sanitas” che ha portato giovedì a provvedimenti pesantissimi nei confronti di 11 medici ritenuti responsabili di reati altrettanto pesanti, adesso i reparti di Ostetricia e Ginecologia e di Neonatologia degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria sono letteralmente decimati nel personale. In totale sono infatti 11 gli operatori, tra medici, sanitari agli arresti domiciliari o con provvedimento di sospensione dell’esercizio della professione per 12 mesi da parte della magistratura. Tra questi, un’ostetrica, un anestetista e 9 medici.
LaPresse/ Adriana Sapone

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Eppure agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria si svolgevano in media 6 parti al giorno, oltre 2.000 l’anno. Un numero importante, che adesso sarà difficile – se non impossibile – smaltire a causa da una parte della carenza immediata di personale visto il netto taglio imposto dalla criticità vigente legato all’inchiesta giudiziaria, dall’altro alle conseguenti ripercussioni di sfiducia da parte della popolazione che dopo la diffusione delle notizie fornite dalla Procura della Repubblica e dalla Guardia di Finanza, starà ben più attenta – inevitabilmente – nei confronti del reparto coinvolto dallo scandalo.

casa di cura villa auroraIl problema, però, è che le alternative sono poche e logisticamente scomode. In città esiste soltanto un’altra struttura convenzionata con il sistema sanitario nazionale, Villa Aurora, che però già regolarmente ha un elevato flusso di madri che scelgono di far nascere qui i propri figli e difficilmente potrà aumentare il numero delle nascite, anche per questioni di budget legate alla convenzione già stabilita da tempo con precisi paletti che non possono essere superati in modo significativo.
villa elisa cinquefrondiNel resto del territorio provinciale ci sono soltanto tre alternative: l’Ospedale di Polistena (dotato di 15 posti letto di degenza ordinaria e di 3 per il day surgery), l’Ospedale di Locri e un’altra clinica privata convenzionata, Villa Elisa di Cinquefrondi, la cui situazione è molto simile a quella di Villa Aurora.
Ma se due punti nascita come Ospedali Riuniti e Villa Aurora a Reggio Calabria (città di 180.000 abitanti) bastavano appena a garantire l’ordinaria amministrazione, immaginiamo le condizioni del resto della Provincia, che escludendo la città di Reggio conta 380.000 abitanti e può contare su tre sole strutture. Su cui adesso si potrebbe riversare anche una parte dell’utenza reggina.
Il rischio è quello di un vero e proprio caos, anche perché sarebbe impensabile allargare oltre gli orizzonti guardando a Messina o a Lamezia Terme per una donna incinta che rompe le acque a Reggio. Anzi, già soltanto pensare a Locri diventa un azzardo.

Ospedali RiunitiIntanto ai Riuniti si riparte

Intanto la notizia dell’ultima ora è che il direttore generale degli ospedali Riuniti di Reggio ha chiesto l’assunzione urgentissima di dirigenti medici e personale sanitario dopo gli arresti e le interdizioni disposte dal Tribunale. E la struttura commissariale che vigila sul Piano di rientro si è subito attivata per individuare il personale medico necessario a sostituire i sanitari agli arresti domiciliari o interdetti dall’attività per 12 mesi. Un provvedimento necessario per garantire la prosecuzione delle attività del punto nascita di Reggio. Si tratta di 7 dirigenti medici, 4 ostriche e 5 infermieri per l’Unità operativa complessa di Ostetricia e Ginecologia e 3 dirigenti medici per il reparto di Neonatologia.

Per fare entrare in servizio a regime tutto il nuovo personale, però, servirà almeno una settimana. Nel frattempo si sta cercando una soluzione tampone grazie ad una sorta di “solidarietà” extraterritoriale, ottenuta dal neo primario di ruolo del reparto di Ostetricia e Ginecologia insediatosi proprio lunedì scorso dopo il concorso pubblico. Già da oggi dovrebbero essere in servizio ostetriche, ginecologi e specialisti provenienti dall’Asp di Cosenza e dall’Azienda ospedaliera Pugliese-Ciacco di Catanzaro, che dovrebbero garantire il ritorno alla piena funzionalità del reparto dopo due giorni di difficoltà, anche con il contributo del personale di altri reparti del Riuniti di Reggio per dare supporto al Punto nascita.

Basterà per scoraggiare la sfiducia dettata dall’operazione “Mala Sanitas” che ha sconvolto l’intera città, riportandola tristemente sulle prime pagine dei giornali nazionali?