Ponte sullo Stretto, Rosanna Scopelliti a StrettoWeb: “Serve sviluppo, le mafie puntano proprio su arretratezza e degrado”

Ponte sullo Stretto, intervista a Rosanna Scopelliti: “si a grandi e piccole opere per lo sviluppo del territorio”

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Nei giorni scorsi, Area Popolare ha presentato presso la Camera dei Deputati una proposta di legge che contiene “Disposizioni per accelerare la realizzazione del collegamento stabile viario e ferroviario tra la Sicilia e il continente“: a stimolare il governo sull’urgenza della realizzazione del Ponte sullo Stretto il Ministro Alfano con la sottosegretaria alle Infrastrutture e Trasporti Simona Vicari, i capogruppo in parlamento Maurizio Lupi e Renato Schifani, il deputato messinese Vincenzo Garofalo. Ma tra i firmatari del disegno di legge c’è anche la reggina Rosanna Scopelliti, che abbiamo intervistato sull’argomento.

Ponte sullo Stretto proposta legge Area Popolare (1)Come nasce l’idea della proposta di legge per rilanciare il Ponte sullo Stretto?

La proposta fa parte del pacchetto di iniziative per il rilancio del mezzogiorno voluto da Area Popolare“.

 Il tuo ruolo, da parlamentare reggina, in questa proposta di legge.

Credo nell’importanza di investire su infrastrutture e piani di rilancio per la Calabria. Il Ponte infatti attrarrebbe investimenti, infrastrutture e creerebbe posti di lavoro. Farlo e finirlo nei tempi giusti sarebbe poi un segnale importante per tutto il Mezzogiorno. 

Ponte sullo Stretto proposta legge Area Popolare (11)Sono convinta che a fianco delle grandi opere sia fondamentale impegnarci per costruire anche nel quotidiano le “piccole opere” di cui abbiamo bisogno. Penso alla difficoltà dei collegamenti, soprattutto sulla Jonica (dalla linea ferrata coi trenini a gasolio, alla pericolosità della ss106, senza dimenticare la sgc Jonio-Tirreno). Penso allo stato di emergenza in cui  versano alcuni comuni dell’area metropolitana e Reggio stessa quando piove un po’ più del previsto e potremmo andare avanti a citarne per ore. Anche queste sono priorità. Priorità quotidiane che certo ci toccano da vicino anche più del Ponte. Ma una cosa non esclude l’altra. Anzi, l’impegno da portare avanti in Parlamento è proprio partire dal Ponte per ripristinare e rilanciare tutti quei piccoli progetti mirati a mettere la sicurezza ed il benessere dei cittadini al centro dell’agenda politica regionale e nazionale“.

Il premier Renzi ha già dimostrato numerose aperture per la realizzazione del Ponte: pensi che prenderà in considerazione la vostra proposta?

reggio comitato provinciale per sì (7)É una proposta di buon senso e il Premier, a differenza della precedente classe dirigente del suo partito, ragiona andando oltre gli steccati ideologici e mettendo la modernizzazione ed il rilancio del Paese al centro dell’agenda di Governo“.

Quali potranno essere, a tuo avviso, le ripercussioni positive della realizzazione del Ponte sul territorio che rappresenti in parlamento, quindi la Calabria e soprattutto Reggio? Si parla spesso della Sicilia e dell’opportunità di realizzare il Ponte per motivi marcoeconomici e di logistica internazionale, ma sul territorio anche per la Calabria e per Reggio ci potranno essere benefici importanti. Quali?

Reggio, e l’area dello Stretto tutta, diventerebbero simbolo e snodo importante per il Mezzogiorno favorendo economia e logistica internazionale. Occupazione, riqualificazione dei territori, miglioramento delle lunghe percorrenze e risorse nuove e d’interesse per lo sviluppo delle nostre zone su tutto. Senza contare maggiori investimenti e meno riottosità per completare altre importantissime opere infrastrutturali sul territorio reggino e della provincia“.

reggio comitato provinciale per sì (12)Quale potrebbe essere il ruolo degli enti locali, come Regione Calabria, Regione Sicilia, Comune di Reggio e Comune di Messina, oggi guidati da amministrazioni palesemente contrarie alla realizzazione dell’opera?

La progettazione e la realizzazione di un’opera come il ponte richiede alcuni anni e le amministrazioni non sono eterne. Per quanto riguarda la Sicilia poi, mi auguro che l’attuale maggioranza di governo possa esprimere un candidato che sul Ponte abbia idee più coerenti con quelle del presidente del Consiglio. 

Sono convinta che il ruolo delle amministrazioni e degli enti locali sia quello di favorire al massimo la crescita dei territori che si amministrano. Il giusto mix tra piccole e grandi opere e la riqualificazione del territorio, servono anche a questo. Lavorare in sinergia per un risultato utile al rilancio delle Regioni, aldilà del credo politico e delle motivazioni preconcette, dovrebbe essere prioritario“.

reggio comitato provinciale per sì (3)Pensi che sarebbe giusto indire un referendum, come già accaduto per il Nucleare o per le Trivellazioni, anche sul Ponte sullo Stretto?

Se mi consente la battuta sarebbe un motivo in più per fare la legge. Dato che per fare i referendum serve una legge da abrogare. Comunque sono d’accordo: è sempre giusto ascoltare i cittadini e spronarli alla partecipazione“.

Il Ponte sorgerebbe proprio nell’area tristemente nota per l’omicidio di tuo padre, un gesto efferato della criminalità organizzata: ogni anno ti rechi a Piale per ricordarlo, non sarebbe bello che il Ponte venisse intitolato proprio a tuo padre per esaltare le forze sane del territorio con uno dei loro simboli più importanti? Sarebbe un bell’affronto a chi continua a dire che il Ponte unirebbe due cosche: diventerebbe così anche un simbolo di legalità.

LaPresse/Domenico Notaro

LaPresse/Domenico Notaro

Sarei già molto felice e sono certa che sarebbe un bel segnale se, come proposto negli anni scorsi, a papà venisse intitolato il nuovo Palazzo di Giustizia di Reggio. Per il ponte vedremo…

Cosa rispondi a chi dice che il Ponte non si può fare perché ci sono mafia e ‘ndrangheta? Cosa rispondi a chi – offendendo pesantemente il territorio – dice che il Ponte servirebbe soltanto a unire mafia e ‘ndrangheta?

Mi sembra una superficiale semplificazione. È innegabile che il problema delle infiltrazioni mafiose esiste. Investire su infrastrutture e grandi opere è tuttavia molto importante per il Paese e la nostra Regione. Pensare di bloccarle per paura delle infiltrazioni fa esattamente il gioco delle mafie che per mantenere il controllo puntano su arretratezza e stato di abbandono. A sentire motivazioni del genere non si sarebbe fatta nemmeno Expo che invece si é rivelata un successo sia per il ritorno economico e di immagine per il Paese che sul piano del contrasto alle infiltrazioni. La cosa importante é tenere la soglia di guardia alta con un capillare lavoro di intelligence, come peraltro avviene già, grazie al lavoro sinergico delle forze di polizia in campo e della Squadra di Stato“.