La Fondazione di Comunità di Messina lancia la campagna di raccolta fondi in collaborazione con Confindustria e Ordine dei Commercialisti

Sono intervenuti il segretario generale della Fondazione Gaetano Giunta e, in rappresentanza dei partner per la campagna, il presidente di Confindustria Messina Sebastiano D’Andrea e il past-president Ivo Blandina, il presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Messina Enrico Spicuzza

Un momento della conferenza stampaMartedì 12 aprile, alle ore 11.00, nella sede di Confindustria Messina la Fondazione di Comunità di Messina ha presentato in conferenza stampa la campagna di raccolta fondi per sostenere le attività programmate nel 2016.  Sono intervenuti il segretario generale della Fondazione Gaetano Giunta e, in rappresentanza dei partner per la campagna, il presidente di Confindustria Messina Sebastiano D’Andrea e il past-president Ivo Blandina, il presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Messina Enrico Spicuzza. “Dal 2010 la Fondazione di Comunità di Messina sperimenta nuovi paradigmi economico-sociali che sviluppano crescita economica, legami sociali e capacità delle persone e delle comunità – spiega il segretario generale della Fondazione Gaetano Giunta – . Per dare forza e autonomia a questa storia collettiva di bellezza e liberazione, fin qui autofinanziata, la Fondazione lancia questa campagna di raccolta fondi che sosterrà progetti a favore delle persone più fragili, iniziative per la cura neonatale, la promozione di esperienze dell’economia sociale, tra cui la cooperativa Birrificio Messina, e azioni di risanamento sociale in aree degradate della città, a partire dalla realizzazione di un condominio ecologico e di un parco cittadino a Maregrosso”. Tra i partner della raccolta fondi Confindustria e l’Ordine dei Commercialisti. “Confindustria è socio fondatore della Fondazione di Comunità di Messina – ricorda l’ingegnere Sebastiano D’Andrea – perché sin dal primo momento abbiamo sposato questa magnifica interpretazione etica delle attività imprenditoriali nel nostro territorio. Un’esperienza unica, quella della Fondazione, fino a questo momento purtroppo non ripetuta”. “Molto lieti di questo coinvolgimento, che ci arricchisce, perché a volte stiamo troppo tempo accanto ai numeri e ci allontaniamo dalla vita reale – dice Enrico Spicuzza, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili  – Fra qualche tempo tireremo i bilanci, spero che l’intervento dell’Ordine che rappresento possa essere efficace, anche se ricordo che il fundraising non è compito facile a Messina”. Durante la conferenza stampa sono stati illustrati i dettagli delle attività che saranno sostenute dalla raccolta fondi. Eccole di seguito

 PROGETTI A FAVORE DELLE PERSONE PIU’ FRAGILI

La Fondazione nasce per promuovere e strutturare forme evolute di economia civile capaci di porre libertà e diritti delle persone più fragili e la progressiva costruzione di eguaglianza e la sostenibilità ambientale quali vincoli esterni della logica esclusiva di massimizzazione del profitto. Un percorso, quindi, in cui la tutela delle fasce deboli della società non è una conseguenza del solidarismo compassionevole o dello sforzo di policy di una società affaticata, ma è qualcosa che produce ricchezza, sviluppo investimento produttivo, consapevolezza, libertà e cultura. Rendendo più forte la democrazia. In questa direzioni vanno i progetti personalizzati realizzati dalla Fondazione nell’ambito dei programmi Luce è Libertà e Cittadinanza è Libertà. Luce è Libertà ha permesso la deistituzionalizzazione di 58 internati dell’OPG, due in più rispetto agli obiettivi massimi del progetto iniziale. Il rendimento netto della parte di parco diffuso fotovoltaico realizzato attraverso la mutualizzazione dei capitali di capacitazione dei beneficiari sta permettendo di porre il processo di espansione delle libertà individuali di queste persone come un vincolo esterno alla logica di efficienza economica delle cooperative e dei cluster presso cui trovano cittadinanza le persone beneficiarie. Qui di seguito riportiamo gli esiti sulle persone al 31 dicembre 2014. De-istituzionalizzati 58 persone, di questi 5 sono deceduti per cause naturali, 6 hanno ottenuto la revoca della misura di sicurezza, 17 sono in libertà vigilata, 18 sono stati dimessi per concessione della licenza finale, 1 è ospite della comunità Salpietro. Il reddito equivalente pro-capite medio è intorno agli € 1.200. La percentuale di inserimenti lavorativi non ha precedenti così come la bassissima percentuale di recidive. Per uno spaccato più quantitativo di valutazione del progetto si rimanda al volume Sviluppo è coesione e Libertà. Il progetto Cittadinanza è Libertà sta permettendo di seguire l’inserimento lavorativo di ulteriori 6 persone in carico al DSM di Messina.

CURA NEONATALE

A partire dalla primavera del 2011, nel quartiere popolare di Camaro, dove più alti sono gli indicatori di sofferenza sociale e di disuguaglianza tra i cittadini, la Fondazione di Comunità di Messina ha avviato il programma permanente Primi Spassi per la promozione dello sviluppo umano dei bambini appena nati. Il programma punta sulla conoscenza e sulla pratica di alcuni comportamenti virtuosi da parte delle figure di accudimento del bambino ed in particolare della madre. Tra questi l’allattamento naturale al seno, la promozione della lettura precoce a voce alta e l’educazione all’ascolto della musica accanto a pratiche di adozione sociale di quei nuclei familiari in particolari condizioni di rischio. Si tratta di fattori di protezione e di pratiche virtuose che sono state ampiamente sperimentate ed adottate in più paesi e che l’Organizzazione mondiale della sanità indica come essenziali fattori di protezione e di promozione della salute del bambino e della sua famiglia. Le prime fasi di vita del bambino sono cruciali perché possa mettere in gioco tutte quelle potenzialità che educazione, istruzione e cultura trasformeranno in abilità cognitive, emotive e sociali che li renderanno uomini e donne sani, maturi e consapevoli. Nei primi anni della crescita, i genitori e tutti gli adulti che si prendono cura del bambino assumono un ruolo fondamentale. Infatti, accanto ad un contesto familiare competente, ogni bambino ha bisogno di un ambiente fisico e sociale che accolga  e realizzi, in maniera adeguata, il naturale desiderio di giocare, correre, esplorare, sperimentare. In assenza di ciò, è difficile che un bambino possa scoprire e realizzare tutto il suo potenziale, che rischia di rimanere sconosciuto e inespresso o, addirittura, inibito. Per realizzare armonicamente il proprio sviluppo, ogni bambino ha bisogno di contesti che lo mettono al centro con i suoi bisogni e le sue richieste. Riconoscere i bambini come soggetti titolari di diritti e garantire loro contesti attenti alla crescita affettiva, cognitiva e relazionale, non favorisce soltanto l’armonico  e pieno sviluppo delle loro potenzialità, ma consente  di diffondere la cultura dell’infanzia e sensibilizzare l’intera comunità sui loro diritti di cittadinanza. Il programma Primi Spassi è una delle policy permanenti auto-finanziate dalla Fondazione di Comunità di Messina. Esso è stato avviato in collaborazione con Caritas Italiana ed in partenariato con le parrocchie del territorio, dell’ufficio anagrafe del Comune di Messina, della Caritas diocesana e della sezione messinese dell’Associazione Culturale Pediatri. A partire da gennaio 2012, le famiglie di Camaro in cui è nato un nuovo cittadino hanno ricevuto la visita degli operatori del programma Primi Spassi e dei volontari coinvolti e formati ad hoc. Nel corso di questa prima visita (altre tre si realizzano nel corso del primo anno di vita del bambino), gli operatori hanno portato il benvenuto a nome di tutta la comunità, hanno donato materiale informativo e un libro offrendo ai genitori l’opportunità di stare dentro una rete sociale in grado di offrire sostegno ed accesso ai servizi ed alle opportunità. Sul territorio, intanto, si sono organizzati eventi di animazione musicale per i bambini più grandi, momenti di confronto e di informazione sui temi della genitorialità, occasioni di incontro e di educazione alla lettura a voce alta per i bambini più piccoli a partire dai primi mesi di vita. Qui di seguito i principali numeri del progetto ottenuti al 31.12.2015: 10 seminari formativi; 140 accompagnamenti domiciliari; 9 feste di quertiere; 15 eventi di animazione musicale; 41 laboratori di lettura comunitari; 11 assemblee territoriali per giovani coppie, pediatri, ecc.

AGENZIA DI SVILUPPO DELL’ECONOMIA CIVILE

Si tratta di un servizio permanente che promuove l’economia sociale e solidale nelle aree tematiche proprie dello sviluppo sostenibile e della gestione dei beni comuni: cultura e beni culturali, spin off innovativi, design, energie rinnovabili e risparmio energetico, agro-alimentare biologico e naturale. Sono state accompagnate oltre 35 imprese sociali produttive, ulteriori 30 imprese, specie nel settore agro-alimentare, stanno beneficiando dell’organizzazione di una domanda civile attraverso i Gruppi d’Acquisto, continua il sostegno al comparto delle rinnovabili attraverso la promozione di nuove iniziative. Sono oltre 60 le micro e piccole imprese che stanno beneficiando dei primi servizi di finanza etica attivati dalla Fondazione: la Tesoreria Solidale e il Fondo di Garanzia denominato “Microcredito Siciliano”. L’Agenzia di sviluppo della Fondazione di Comunità, tra il 2013 e il 2015, ha inoltre ideato e progettato il Gruppo Europeo di economia civile di supporto ai processi di internazionalizzazione della Fondazione e del Distretto Sociale Evoluto, al mainstreaming dei paradigmi economici elaborati e sperimentati dalla Fondazione, alla costruzione di nessi fra e con le più importanti realtà del terzo settore italiano e internazionale. Le società del Gruppo Europeo sono:

   •    la Società Cooperativa MECC, il primo strumento finanziario per il microcredito in Italia istituito ai sensi dell’art. 111 del Testo Unico Bancario;

   •    Sefea Energy spa, promotrice di un progetto di livello europeo sul risparmio energetico che coinvolge le principali reti continentali della finanza etica, dell’economia sociale e solidale e degli enti locali.

Il caso del Birrificio Messina.

La Fondazione di comunità di Messina attiva e sostiene start up di imprese virtuose, attraendo capitali, talenti creativi e tecnico-scientifici e mettendo in moto processi di sviluppo economico in un territorio, quello messinese, quotidianamente depauperato e da cui fuggono le risorse umane più competenti. Emblematico l’esempio del birrificio Messina: col supporto della FdcM, nel 2016 riparte una produzione locale tradizionale che ha a lungo marcato l’identità della zona prima di essere chiusa e non certo perché economicamente perdente. Per far ripartire una produzione tradizionale della città, oggi incarnata dalla cooperativa Birrificio Messina (15 soci fondatori), negli ultimi due anni la Fondazione di Comunità di Messina ha lanciato una campagna pubblica finalizzata all’attivazione della domanda locale e al fund raising, ha predisposto il piano industriale insieme ai soci della cooperativa e ha attratto capitali per oltre 2 milioni di euro. Il Birrificio Messina comincerà a produrre in autunno e ancora prima di partire ha un portafoglio ordini per oltre 50mila ettolitri di birra. Simili volumi di vendita erano previsti solo al quarto anno di attività. Partecipano all’iniziativa di fund raising: CFI – Cooperazione Finanza Impresa che ha deliberato e in parte erogato 300 mila euro, tra capitale sociale e leva finanziaria, Coopfond, la società che gestisce il Fondo mutualistico per la promozione cooperativa alimentato dalle cooperative che aderiscono a Legacoop, che delibera e in parte eroga altri 300 mila euro, IRCAC che destina 700 mila euro; la Fondazione di Comunità di Messina che versa 60.000 euro come quota di capitale sociale in qualità di socio sovventore; la BCC Antonello da Messina che erogherà altri 360 mila euro nell’ambito di una convenzione con la Fondazione;SEFEA che ha deliberato e versato ulteriori 100.000 euro sempre nell’ambito di una intesa strategica con la Fondazione; Finvalv Srl, finanziaria del gruppo Valvitalia di Salvatore Ruggeri, imprenditore messinese che decide di sostenere un progetto di riscatto della sua terra d’origine sempre in intesa con la Fondazione e delibera altri 250 mila euro. Infine, con ulteriori 600 mila euro verrà acquistata una linea autonoma della catena produttiva attraverso Unicredit Leasing.

 RISANAMENTO SOCIALE

Nell’ambito di un progetto sulla dimensione comunitaria e sostenibile dell’housing sociale, la Fondazione di Comunità di Messina ha dato il via ai lavori per la costruzione di quattro appartamenti collocati in edifici a un piano e immersi nel verde. Gli appartamenti saranno edificati in un’area di uno dei quartieri più degradati della città, dove ancora si trovano baracche risalenti alla ricostruzione dopo il terremoto del 1908, il quartiere di Maregrosso. Verranno assegnati dal Comune di Messina attraverso l’Istituto Case Popolari, dalla Fondazione di Comunità di Messina e dal Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda sanitaria provinciale di Messina in totale a 14 persone che si trovano in condizioni di emergenza abitativa e socialmente in difficoltàLa fase di costruzione è stata preceduta da processi di democrazia partecipativa e da un’attività di ricerca negli ambiti più innovativi dell’ingegneria e dell’architettura sostenibile a cui è seguito un processo di trasferimento tecnologico alle cooperative sociali del territorio. Produzione energetica da materiale organico (un brevetto industriale oggi di proprietà della Fondazione di Comunità di Messina), tecnologie di risparmio energetico, prototipi intelligenti di gestione e condivisione dei beni comuni (energia, acqua), materiali costruttivi ad alta inerzia termica (cioè con una comprovata capacità di tenuta rispetto al caldo e al freddo) sono alcuni degli elementi di innovazione che caratterizzeranno l’esperienza di housing sociale. Per favorire i processi di autocostruzione assistita (gli assegnatari potranno cioé partecipare alla costruzione dei  loro appartamenti) e potenziare il valore simbolico dell’iniziativa le mura sono costituite con pannelli modulari autoportanti dalla struttura in legno e paglia pressata raccolta nei terreni confiscati alla mafia. I pannelli sono prefabbricati da una cooperativa sociale promossa dalla Fondazione che favorisce l’inserimento lavorativo di ex internati dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario sociale e poi finiti e intonacati con terra cruda in cantiere anche grazie al lavoro salariato degli stessi assegnatari degli appartamenti. Ancora, le acque grigie verranno depurate e recuperate per l’irrigazione del giardino e del parco. In questo spazio convivranno orti urbani, aree di sosta attrezzate, playground, aree in cui coltivare nuove forme di socializzazione del territorio. Una volta costruite e assegnate le case, il Mit (Massachussets Institute of technology) di Boston avrà il compito di verificare la sostenibilità e la propensione al risparmio dei consumi di questo tipo di costruzioni rispetto a quelle tradizionali attraverso un lavoro di ricerca. Lo farà applicando degli speciali sensori per la raccolta dati su due costruzioni tipo. Il progetto è finanziato dalla Fondazione con il Sud, da Fondazione Cariplo e dalla Fondazione di Comunità di Messina Onlus, in partenariato con istituzioni territoriali (Comune di Messina, Istituto Autonomo Case Popolari, Asp di Messina), centri di ricerca pubblici e privati specializzati (Mit-Massachusetts Institute of Technology, Università e centri del Cnr dell’area dello Stretto di Messina, Università di Modena e Reggio Emilia, Istituto Nazionale di Bioarchitettura). La dimensione comunitaria e sostenibile dell’housing sociale si sta sviluppando oltre che nel territorio messinese nella Provincia di Lecco, dove la locale Fondazione di Comunità ha sviluppato in partenariato con il Politecnico di Milano e altri centri di ricerca pubblici e privati azioni di ricerca volte a studiare moduli costruttivi nell’ambito dell’architettura sostenibile e finalizzati alla ristrutturazione di immobili esistenti ma degradati. A Lecco. il progetto è finanziato da Fondazione Cariplo.