La CISL Funzione Pubblica di Reggio Calabria sulla pubblica amministrazione

 Cisl-SiciliaLa CISL Funzione Pubblica di Reggio Calabria con il suo segretario provinciale Vincenzo Seraè fermamente convinta che per riorganizzare e cambiare veramente la Pubblica Amministrazione non servano provvedimenti  legislativi che puntano esclusivamente a fissare  vincoli rigidi rispetto ai soli parametri di bilancio, accentrando le sedi decisionali, accorpando e sopprimendo Uffici, ma occorre  entrare  nel  merito  dei  problemi,  con strumenti analitici,  interpretativi e decisionali adeguati.  Stiamo assistendo ormai al fallimento di tutte le riforme messe in atto per riorganizzare la Pubblica Amministrazione, che tra l’altro continua a chiudere e/o accorpare Enti, soprattutto Uffici ministeriali e altre Amministrazioni centralizzate. E’ ancora aperta la ferita provocata dalla cancellazione della storica sede di Reggio Calabria della SNA ( Scuola Nazionale dell’Amministrazione), che da anni garantiva cultura e formazione professionale ai pubblici dipendenti del Mezzogiorno d’Italia. Per non parlare poi del drastico ridimensionamento della presenza sul territorio degli Uffici del giudice di pace o peggio ancora del balletto riorganizzativo che sta caratterizzando gli  Uffici del Ministero  dei Beni Culturali e del Turismo, che passano da fasi di accorpamento e concentrazione addirittura interregionale a fasi di nuovo decentramento sul territorio, riproponendo Uffici già esistenti, innovati solo nella denominazione. Il peggio riguarda però la disparità di trattamento registrata a danno del territorio reggino nelle Agenzie delle Dogane e dei Monopoli, laddove si è subito un taglio agli organici operato unilateralmente, con conseguenti inevitabili disagi per il personale. E adesso, ciliegina sulla torta, ecco che arriva un nuovo disegno di legge,  che introduce l’ennesima  riforma del Ministero della Giustizia, con la previsione della chiusura dei Tribunali e delle Procure dei  minori, oltre alla paventata ipotesi di ridurre le Corti di Appello e dei Tribunali. Situazione che una volta realizzata comporterà per un territorio come il nostro seri problemi a livello di amministrazione della giustizia. Al riguardo, la CISL Funzione Pubblica ribadisce la necessità di una riforma di ampio respiro che non disperda l’esperienza della giustizia minorile italiana, patrimonio inestimabile, preso a modello anche in sede internazionale. Il percorso di riorganizzazione del Ministero della Giustizia è più assimilabile ad un processo di rottamazione dell’intero  apparato a tutti i livelli, piuttosto che ad un disegno che miri al rilancio della stessa. Organici ridotti ai minimi termini, lavoratori ormai stremati dall’eccessivo carico di lavoro, stabili fatiscenti, Uffici che vengono chiusi, accorpati o depotenziati rappresentano un amaro bilancio di un intento che sembra voglia  disfarsi della giustizia, con tutti i suoi costi, le multe europee e gli enormi esborsi per risarcimenti della legge Pinto (sulla ragionevole durata del processo), anziché migliorarne l’impianto organizzativo ed operativo. Particolare preoccupazione desta  la situazione logistica degli Uffici del Servizio Sociale Minori di Reggio Calabria , visto che, nonostante l’impegno dell’attuale Dirigente, e gli interventi della scrivente e di altre Sigle Sindacali, ancora oggi non si è riusciti ad individuare locali idonei dove trasferire la sede. Il ragionamento incardinato nell’istituenda Città Metropolitana assume contorni ancor più siginificativi, considerando che la stessa non ha alcuna possibilità di realizzazione se svuotata di funzioni e di importanti pezzi dello Stato. Una partenza, quindi, che necessita di seri ed autorevoli interventi da parte della politica locale e della società civile. Già da tanto tempo la CISL Funzione Pubblica denuncia e si appella alla classe politica calabrese e reggina, affinchè ci sia una unitaria e coesa difesa del nostro territorio da questa continua erosione di importanti ed irrinunciabili Presidi di legalità, cultura e democrazia”.