“Grant 2016-Fondazione Veronesi” ad una ricercatrice Unime

Il premio Grant 2016, che per la quarta volta viene assegnato a giovani ricercatori dell’Ateneo peloritano, quest’anno ha visto, la premiazione di 130 giovani ricercatori impegnati nei settori di Oncologia, Malattie cardiovascolari, Neuroscienze e Stili di vita per la prevenzione delle malattie, che si sono distinti per la l’innovazione e la rapidità delle scoperte conseguite

CampoloLa dott.ssa Michela Campolo, che fa parte del gruppo di ricerca guidato dal prof. Salvatore Cuzzocrea, Prorettore alla Ricerca dell’ Ateneo, si è aggiudicata nei giorni scorsi una delle borse studio da 27.000 euro del Grant 2016 della Fondazione Umberto Veronesi. La dott.ssa Campolo ha presentato un progetto, nell’ambito del Parkinson, che ha lo scopo di mettere in luce il ruolo di PREP, una serina proteasi, nella patogenesi della malattia. La realizzazione di questo progetto avrà un impatto importante non solo nella definizione specifica del ruolo svolto da PREP nel Parkinson ma anche nella neuroinfiammazione e nell’attivazione delle cellule gliali, aprendo nuove strade anche ad altri disturbi neurologici. Inoltre PREP potrebbe rappresentare un target terapeutico per lo sviluppo di trattamenti per le malattie neurodegenerative, identificando cosi nuove terapie geniche per i pazienti affetti. Il premio Grant 2016, che per la quarta volta viene assegnato a giovani ricercatori dell’Ateneo peloritano, quest’anno ha visto, grazie al sostegno economico di numerosi partner, la premiazione di 130 giovani ricercatori impegnati nei settori di Oncologia, Malattie cardiovascolari, Neuroscienze e Stili di vita per la prevenzione delle malattie, che si sono distinti per la l’innovazione e la rapidità delle scoperte conseguite. Sono state erogate 120 borse per la durata di 12 mesi del valore di 27.000 euro e 10 travel grant per 6 mesi da 15.000 euro che vanno a sostegno della mobilità dei ricercatori che possono partecipare a corsi e conferenze internazionali, a testimonianza dell’interesse per la formazione e la promozione di studi di eccellenza che possano migliorare la qualità della vita.