Cinquanta anni fa il Presidente della Repubblica Saragat rendeva onore ai minatori mottesi

SARAGAT-258“Mezzo secolo fa, esattamente il 19 aprile 1966, un lungo corteo guidava l’allora Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, in visita in Calabria, fino al Municipio di Motta centro dove ad attenderlo era l’intero Consiglio Comunale, con in testa il Sindaco Benedetto Mallamaci, ma soprattutto un paese tricolore grato del nobile gesto del Presidente: visitare i Minatori Mottesi e rendere omaggio ai sacrifici e alla storia di un popolo che nelle parole del primo cittadino “si è reso tanto benemerito dallo Zambia al Libano, dal Canada all’Australia per la causa del benessere, del progresso e della civiltà.”. Morivano in tanti, troppi, spesso giovani, a causa di quel maledetto silicio che  strappava loro l’ultimo respiro. E quel grido di dolore arrivò fino ai palazzi alti romani. Lo Stato voleva comprendere cosa accadeva in quel lembo d’Italia e venne attratto dalla forza della riconoscenza fino a rendere fisicamente onore ad una comunità di lavoratori, agli ultimi, e lo faceva con l’uomo più rappresentativo, quel Padre della Patria che rese grande L’Italia e che, in momenti difficili della storia repubblicana, non esitò a difendere valori e progresso, sempre con una visione alta del mondo e con l’idea forte di legare la Nazione all’occidente e ai suoi valori”, scrive in una nota il sindaco di Motta San Giovanni, Paolo Laganà. “Salì fino al borgo di Motta quel grande Presidente -prosegue- come a voler tirare fuori dalle viscere della terra capi imbocco, mboccia, acquaioli, carpentieri, fuochini, minatori esperti. Venne per esprimere “.. sentimenti di affettuosa simpatia e solidarietà verso la gente di Motta San Giovanni che in così alto numero lasciò i segni di un duro lavoro affrontato con consapevole fermezza d’animo.”. Una giornata memorabile, inserita di diritto nell’albo delle grandi occasioni, ed a perenne memoria veniva eretto un monumento al minatore, realizzato da un giovane scultore reggino che, con un pizzico di narcisismo, prestò il proprio volto a “quell’impasto di prestanza.”. Più volte in questi anni la mia Città ha reso omaggio a quanti, politicamente o professionalmente, lottarono a difesa dei diritti dei Minatori ed anche in questa occasione è giusto rivolgere loro sentimenti di riconoscenza , tuttavia, nell’occasione del cinquantesimo della visita presidenziale ritengo doveroso ricordare quel grande Capo di Stato e la semplicità, e nello stesso tempo la grandezza, di quel gesto. Grazie Presidente Saragat”, conclude.