CapitaleMessina contro Signorino: mischia le carte per mascherare i conti

L’esperto Bitto attacca l’operato dell’assessore e invoca un chiarimento su due criticità segnalate dalla Corte dei Conti

accorinti e signorinoPaolo Bitto, esperto di Finanza Pubblica per l’associazione CapitaleMessina, esprime un giudizio molto critico sull’operato di Guido Signorino e, nello specifico, sulle risposte riservate dall’Amministrazione alle osservazioni della Corte dei Conti. I moniti dell’organo di controllo sarebbero stati elusi poiché il responsabile del Bilancio cittadino avrebbe correlato le critiche al report offerto dai revisori di Palazzo Zanca e non ai documenti contabili stessi. La Corte, invece, ha effettuato una “autonoma attività istruttoria e ha ripreso, in tutto o in parte, le osservazioni del Collegio dei Revisori“. Bitto si concentra quindi su due passaggi su cui incalza la Giunta Accorinti: “1) Il mancato rispetto nel bilancio consuntivo 2014 del parametro 6, concernente il volume delle spese del personale, comporta lo sforamento del limite dei “parametri di deficitarietà”, che sono gli indici che misurano lo stato di salute economico-finanziario dell’ente locale, con conseguente sussistenza dello stato di deficitarietà strutturale, condizione che, oltre a ridurre i trasferimenti statali, inibisce per legge l’accesso al “leggendario” e “virtuale” (cit. Corte dei Conti) piano pluriennale di riequilibrio; 2) l’art.188, comma 1 quater, del TUEL, evidentemente sconosciuto all’Assessore, che recita testualmente: ‘Agli enti locali che presentino, nell’ultimo rendiconto deliberato, […] debiti fuori bilancio, ancorché da riconoscere, nelle more della variazione di bilancio […] e del riconoscimento e finanziamento del debito fuori bilancio, è fatto divieto di assumere impegni e pagare spese per servizi non espressamente previsti per legge’, pone dei vincoli nella gestione delle spese che vanno ben al di la dei limiti imposti dall’esercizio o dalla gestione provvisoria in mancanza di bilancio. Sappiamo – conclude Bitto – che i debiti riconosciuti dalla manovra finanziaria dell’Amministrazione sono solo 24 mila euro a fronte di quelli reali (?) pari a 261 milioni, per coprire i quali non sarebbero sufficienti tutte le entrate del bilancio comunale di un anno, ergo, il rischio del blocco completo dei programmi di spesa con la conseguente paralisi finanziaria della macchina amministrativa municipale e quindi dei servizi comunali per i cittadini“.