Bova Marina (Rc): la verità r-esiste in memoria di Pasquale Neri

Strada scorrimento veloce Bova–Bova MarinaSono trascorsi quasi settantatré anni dalla morte di Pasquale Neri, fabbro di Bova Marina, morto sotto i bombardamenti del 1943, mentre stava riparando la condotta idrica del paese, a seguito di  un ordine ricevuto dal podestà Luca Pugliatti. Un cippo posto nel giardino di fronte al palazzo comunale, nel punto in cui Pasquale Neri perse la vita, ricorda ora il suo sacrificio  “La verità r-esiste” – si legge perché, sia chiaro che la storia e la memoria si costruiscono con singoli atti di resistenza e generosità. La scelta della data non è certo casuale. L’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Vincenzo Crupi, ha voluto legare questo riconoscimento tardivo all’ormai prossimo anniversario della Liberazione. La cerimonia, cui ha partecipato il figlio di Pasquale Neri, Tito, circondato da figli e nipoti, è stata preceduta da un incontro moderato dalla giornalista Maria Natalia Iiriti e realizzato grazie alla collaborazione fra l’Amministrazione comunale e il Comitato provinciale ANPI di Reggio Calabria.  Ospiti della manifestazione Chicca Larizza e Giovanni Marino, che hanno rievocato personali ricordi del fabbro Pasquale Neri e della sua “forgia”, Filippo Violi, autore dell’opera “E poi venne il buio”, realizzata nel 2003 con il patrocinio dell’amministrazione comunale guidata dall’allora sindaco Domenico Zavettieri e dedicata ai Bovesi deceduti a causa dell’incursione aerea del 1943 e nella seconda guerra mondiale e Giuseppe Cilione, giornalista del periodico “La Voce del Sud” coautore, assieme a Leone Campanella, di un articolo su Pasquale Neri. Sono molte le iniziative che celebreranno il 25 aprile nella nostra provincia, nate soprattutto dal coraggio e dalla pazienza di ristabilire la memoria storica, anche degli eventi marginali, come ha spiegato Sandro Vitale, presidente del Comitato provinciale ANPI. Il sindaco Crupi ha ringraziato i partecipanti, sottolineando l’importanza dei valori democratici scaturiti dalla Resistenza. Nel corso della cerimonia il poeta Rocco Criséo ha letto un brano del racconto di Giovanni Marino e ha declamato la sua poesia “25 aprile”. L’evento è stato ripreso da TeleMelito e TeleBovaMarina.