A Reggio Calabria l’iniziativa “lo Sport, strumento terapeutico contro l’uso delle droghe”

forum-locri-fatti-di-sport6 ragazzi su 10, nelle scuole, fanno uso di droghe leggere; aumenta l’eroina tra i più giovani ed i casi di violenza legati allo spaccio dentro i cortili degli istituti superiori sono in aumento. Accanto all’intensificazione dei controlli delle forze di Polizia, c’è bisogno di un patto educativo tra le agenzie che operano sul campo della prevenzione. Tra questi c’è il Centro Sportivo Italiano, nel suo Comitato provinciale di Reggio Calabria, città tristemente noto per essere lo snodo di smercio nel Sud Europa delle droghe, che ha, prima promosso un’indagine sulla popolazione studentesca dell’Area Metropolitana reggina, poi avviato un iter di scrittura “a più” mani con la Presidenza Nazionale della Federazione Italiana Comunità Terapeutiche (FICT) e con la Direzione del Dipartimento delle Dipendenze Patologiche dell’Azione Sanitaria Provinciale dello Stretto. Dalla presentazione del progetto si è stimolato un vero e proprio “effetto a catena” del tutto inaspettato: media ed addetti ai lavori hanno calibrato nuovamente la loro attenzione sull’uso delle droghe leggere tra i più giovani.  “Questo è il risultato di un progetto, - spiega Paolo Cicciù, presidente provinciale del CSI Reggio Calabria - avviato senza un euro di finanziamento pubblico, che mira a porre lo Sport come esempio virtuoso di “divertimento sano” dinnanzi alla ricerca spasmodica dello “sballo facile””. “Abbiamo segnalato l’iniziativa sia al Ministero della Salute che a quello della Pubblica Istruzione ed entrambi hanno manifestato interesse - chiosa Cicciù - a questo punto auspichiamo che non si spengano i riflettori su questo drammatico fenomeno. Il Centro Sportivo Italiano sarà vigile in questa battaglia, con le “armi” a sua disposizione, su tutti lo Sport come metodo educativo”.