A Gioia Tauro (Rc) l’iniziativa dal titolo “quando lo Sport incontra la Fede: i calciatori della Saint Michel campioni di vita”

Saint Michel (4)Educare ai valori umani e spirituali attraverso lo Sport e attraverso di esso comunicarli è cosa possibile…c’è grazie al cielo chi ancora ci crede. E provarci è un imperativo categorico: ne va del futuro delle nuove generazioni. Nell’incontro tenutosi a palazzo Fallara martedì 12 aprile, ciò è stato ampiamente testimoniato. All’evento, organizzato dall’ASD Saint Michel con la collaborazione del Centro Diocesano Vocazioni insieme a don Gaudioso Mercuri che ne è Presidente e Direttore, hanno preso parte il Sindaco di Gioia Tauro, Dott. Giuseppe Pedà;  Francesco Cinnirella, Capitano dei Carabinieri di Gioia Tauro; don Giovanni Gentile, Direttore Pastorale Sport Turismo e Tempo Libero; Walter Cordopatri, attore e calciatore della Nazionale Italiana Attori; Antonio Gaspari, Direttore di Zenit , Agenzia Cattolica di Informazione Internazionale e S. E. Rev.ma Mons. Francesco Milito, Vescovo della Diocesi di Oppido M.-Palmi. E’ stato moderatore della serata il Prof. Egidio Chiarella giornalista e scrittore che ha condotto l’incontro in maniera eccellente. Nella sua introduzione don Gaudioso Mercuri  ha subito ben chiarito l’intento della Saint Michel : “ Questa sera vogliamo offrire uno spaccato di ciò che siamo e vogliamo essere. Ci presentiamo, col nostro volto più autentico: quello di seguaci di Cristo. Dalla nostra fede nasce la nostra speranza che non vuole essere una comoda fuga mundi ma un’immersione da attori nel tratto di storia che Dio oggi ci concede di vivere per testimoniare concretamente quell’impronta indelebile della nostra identità cristiana. Di recente la squadra ha vissuto la grande gioia di essere presente all’udienza del Santo Padre che alla fine dell’incontro – ha detto don Gaudioso- si è degnato di intrattenersi con me, portavoce di tutti gli altri esprimendo parole anche simpatiche di incoraggiamento per il nostro progetto che cerca di coniugare la fede con lo sport. Fondamentale inoltre per noi il consiglio del Cardinale Comastri sulla necessità di un percorso incisivo frutto di una seria e  autentica formazione umana e spirituale e sull’ importanza di  vivere tra noi intensamente e autenticamente la comunione, segreto dell’efficacia del nostro impegno. Vogliamo attraverso il calcio incontrare chi ha bisogno di conoscere qualcuno che può realmente trasformare le nostre vite: Gesù Cristo”.

Il Magistero ha prestato grande attenziSaint Michel (3)one allo sport, i Papi da Pio XII a Papa Francesco ne hanno colto l’importanza valorizzando le varie attività in chiave formativa ed educativa. Lo scenario dello sport è quindi ricchissimo. “San Paolo – ha continuato don Gaudioso – ne ha tratto un’eloquente metafora:  Non sapete che nelle corse allo stadio tutti corrono ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo. Ecco il nostro premio è Gesù Cristo. Da sacerdote mi sento chiamato a far sviluppare al meglio le potenzialità educative e spirituali della pratica sportiva proponendo un impegno particolare in un settore,  quello giovanile, massimamente delicato. Da questa nobile prospettiva di vita ci sentiamo chiamati – ha concluso don Gaudioso – come ad una vocazione specifica per attingere e vivere i valori come l’amicizia, la lealtà, l’onestà. la correttezza, la perseveranza, la coerenza, la comprensione, la condivisione, la pazienza, il sacrificio, il perdono. La Saint Michel è una finestra aperta sul mondo che i giovani devono sentire come la propria casa in cui si parla e si comprende il linguaggio del Vangelo. Desideriamo metterci in gioco per l’evangelizzazione che è il fine ultimo della nostra squadra”. Nel suo contributo, don G. Gentile ha rimarcato l’importanza per i giovani di avere la possibilità di fare sport, in modo sano, in modo gratuito e soprattutto in modo cristiano. E don Gentile tanto si è speso e battuto in tal senso non solo per la sua comunità parrocchiale ma per l’intera comunità gioiese facendo costruire oltre alla Chiesa di cui è parroco anche una vera e propria struttura polisportiva per i giovani dotata di un campetto in erba sintetica e di strutture ad essa parallele che spera di poter inaugurare il prossimo 25 di aprile. Incisivo anche l’intervento del Primo cittadino che nutre grande interesse ed attenzione per le iniziative nel sociale di cui si fa fervido sostenitore. Alla Saint Michel ha pubblicamente promesso il suo sostegno sin dai prossimi mesi. Di recente ha messo a disposizione delle borse di studio per giovani dai 5 ai 17 anni  che concederanno loro  l’opportunità di fare sport o imparare una lingua. Onorato e fiero di essere Sindaco di questa città e desideroso di operare nel bene comune, ha dichiarato commosso: “ mi sento servitore di questa comunità. Presterò il mio servizio con l’aiuto di Dio e dei cittadini gioiesi dei quali cerco e cercherò di anteporre al mio il loro pensiero”. Nella gremita sala, si è continuato a parlare di sport attraverso il teatro grazie al commovente e magistrale intervento di Walter Cordopatri che ha per tutti i presenti, interpretato un brano estratto dal Discorso agli sportivi di San Giovanni XXIII. “ Lo sport è una scuola di lealtà, di coraggio, di sopportazione, di risolutezza, di fratellanza universale”.

Ciò sintetizza perfettamente il cammino cheSaint Michel (2) i calciatori della Saint Michel hanno intrapreso, un cammino di crescita umana e spirituale  che quotidianamente si impegnano a concretizzare non solo sul campo ma particolarmente nella vita. Il Direttore di Zenit , il Dott. Antonio Gaspari, co-autore del libro Campioni di vita basato su una serie di interviste a noti protagonisti dello sport, ha nel suo contributo evidenziato come lo sport rende capaci di affrontare quelle prove, a volte quei limiti che la vita spesso ci fa vivere. Ha ripercorso con grande chiarezza e semplicità il valore dello sport nella Grecia classica che insegnava la filosofia per conoscere il mondo ma portava alle olimpiadi per formare i cittadini. Molti filosofi greci erano infatti campioni olimpici. Attraverso le testimonianze riportate nel libro, Gaspari ha voluto dire ai giovani calciatori che non è importante cadere perchè l’importante è rialzarsi. Le disabilità, le difficoltà degli atleti del libro si sono trasformate nel  loro riscatto nella vita. “Il Signore – ha riportato un’atleta –  ci dà le paure per farci sperimentare il coraggio”. E dalla fragilità che nasce la forza per diventare veri campioni. “Due sono gli aspetti – ha detto Gaspari – che nella vostra attività sportiva dovete tenere alti: il gioco perché è umano, è letizia, è rispetto dell’altro ed il sogno. Non fatevi stracciare i sogni mai! Siamo nati per amore e siamo nati per amare…siamo fatti per qualcosa di grande. Siate un esempio importante per una Calabria che a volte sembra crocifissa. E ricordate che campioni di vita lo si può essere anche senza vincere il campionato.”

A tirare le conclusioni di questo straordinario incoSaint Michel (1)ntro S. E. Mons.  Francesco Milito il quale ricordando la sera in cui don Gaudioso gli presentò per la prima volta questo audace progetto  ha detto ai calciatori: “ vorrei che ricordaste quanto sto per dirvi: il calcio non è lo sport dei calci, né quelli dati agli avversari, né nella vita. Vorrei che per voi il calcio fosse il gioco della calce che serve a costruire, a cementare. Ed è un gioco al calco: dovete lasciare un’impronta di ciò che fate e  che sia d’esempio per gli altri. Si possono perdere le partite ma quel che conta è vincere il campionato… della vita! Una serata davvero straordinaria che ha saputo dimostrare quanto la capacità di collaborare insieme per uno stesso fine che è quello di voler fare del bene crea realtà positive delle quali oggi vi è grande bisogno. In mezzo a tanto male e tra le tragiche notizie che affollano i mass- media è giusto si sappia che oggi esiste una bella realtà, la Saint Michel, che opera nel silenzio, che non cerca notorietà e riflettori puntati ad ogni costo su di sé ma che attraverso l’impegno, il sacrificio, l’unione e attraverso il coraggio di portare avanti la propria fede e andare forse controcorrente rispetto ai modelli proposti dall’odierna società si fa portatrice di un messaggio positivo, di incoraggiamento  per i giovani e per quanti pensano di non avere alcuna possibilità nella vita ricordando che Dio non esclude nessuno dal Suo meraviglioso progetto!