Roccella (Rc), le Trame Interrotte dell’artista calabrese Rosa Spina conquistano il pubblico di Palazzolo sull’Oglio

Foto MinotauroE’ stata  inaugurata Sabato 5 marzo 2016 alle ore 17.00 presso la Galleria il Minotauro Art di Palazzolo sull’Oglio, la mostra “Trame Interrotte” dell’artista calabrese Rosa Spina, curata da Antonio Falbo. In occasione dell’evento, sono state presentate al numeroso pubblico un gruppo di Opere sit-specific, opere bidimensionali, tridimensionali e installazioni di strutture “Mobili”, di fili colorati che si rincorrono, fra trama e ordito, fra andata e ritorno, fra dritto e rovescio. Composito è l’ allestimento, con un ricco percorso in cui si recuperano tracce di archetipi, colori e atmosfere evocative e rimemoranti. Opere in movimento, dalle forme aeree creano dense immagini naturali e danno sensazioni di levità allo spettatore che attraversa quei fili e idealmente ricostituisce il sottilissimo legame che unisce presente e memoria. Le opere in mostra sono pubblicate in catalogo con testi di Antonio Falbo, Giuseppina Laura Dominici e Leonardo Bizzocco.

Sabato 5 Marzo è stata inaugurata la Sua mostra a Palazzolo sull’Oglio in provincia di Brescia curata da Antonio Falbo. Com’è nata l’idea di questa esposizione?

 Antonio Falbo mi segue da tanto tempo, la prima esposizione  da lui curata è stata nel 1975 nel salone della Provincia di Catanzaro. La nostra collaborazione è andata avanti negli anni e sono stata invitata a esporre alla Rocca sforzesca di Soncino per  una mostra a confronto con l’ artista storico Raul Dufy  “Dai melodici arabeschi di Raul Dufy, alle arcane rievocazioni di Rosa Spina”. Quando lo storico dell’Arte  Antonio Falbo ha assunto la direzione artistica della  Minotauro Fine Art Gallery, mi ha invitata a esporre nelle fiere d’arte, tra queste cito la  BAF di Bergamo, ARTE Cremona fiera d’arte contemporanea e moderna, ARTE in  Fiera a Reggio Emilia,  Art Parma Fair.  Oggi sono onorata di fare  parte della sua scuderia insieme ad altri noti artisti.

  Trame Interrotte è il titolo della mostra e dell’omonimo catalogo. Le Sue Strutture mobili sono state collocate nello spazio espositivo suscitando grande suggestione tra i visitatori. La giornalista Monica Leda le descrive come “provenienti da un cielo di acciaio, accarezzato dalle pallottole sparate da un altro grande artista come Angelo Brescianini”. Quali sono state le emozioni trasmesse e arrivate al pubblico?

 Le mie ”strutture mobili” sono state allestite nelle bianche pareti della galleria, emergevano come un incanto. Senza fine è stato l’effetto sullo spettatore  nel contemplare ciascuna opera prima. Piacevoli sono state le sensazioni ad un primo veloce colpo d’occhio. Colti da questo incanto hanno  ammirato  le opere  e  l’ unicità della mia produzione.  È stato commovente osservare gli spettatori con il naso in sù a contemplare le strutture mosse da un alito di vento. Cito una nota dalla  recensione in catalogo di Leonardo Bizzoco: ” E sono tutte le strutture “Mobili” ad avere una indubbia energia e a spingere come per impulso il fruitore in un mondo virtual natural, in cui immaginare una lenta metamorfosi: batterie di colori e di forme che esplodono o implodono, fili e tessuti che si aggrappano su reti bianche, visibili in tre dimensioni e talvolta in quattro, una festa per l’occhio e l’immaginazione.”

 Le strutture mobili sono una Sua nuova sperimentazione, come sono realizzate?

Venute fuori dalle ansie di ricerca e innovazione. Un processo alchemico creativo, storico, culturale, tramuta il passato in presente, la tradizione in modernità, i miei lavori corrispondono a una maturità e ad una crescita interiore, guardo dentro per cogliere le emozioni e i sentimenti più profondi. Per accrescere le competenze operative nelle mie creazioni  e sperimentazione artistiche, ho dedicato molti anni della mia vita per indagare sulle potenzialità espressive di diversi materiali, esse rappresentano  man mano il filo conduttore della mia crescita artistica e la libera espressione della mia creatività, senza condizione e senza limiti. Lavorando con fibre naturali ho creato un’intesa estrema con il telaio che mi ha permesso di reinterpretare le creazioni tessili, trasformandole in una forma d’arte contemporanea sono nati i DÉFILAGE: tramature tessute  al telaio ancestrale  e metamorfizzati in un linguaggio contemporaneo

Fin quando sarà possibile visitare la mostra?

 La mostra prosegue per tutto il mese di marzo, per chi volesse è possibile osservare le mie opere in altre gallerie di Milano ad iniziare dal mese di maggio, in seguito fornirò i dettagli.

Intervista all’artista Rosa Spina a cura di Giuseppina Laura Dominici