Reggio, venerdì l’iniziativa dal titolo “governance sanitaria: il ruolo dell’ingegneria clinica”

cosa-image-elencoA Reggio l’iniziativa “Governance sanitaria: il ruolo dell’ingegneria clinica”, venerdì 18 marzo alle ore ore 17 presso l’Assindustria

RATIO INCONTRO DI STUDIO / TAVOLA ROTONDA

È indubbio che la governance della sanità calabrese, e reggina in particolare, sia a un punto di svolta: non è più possibile governare gli obbligati cambiamenti e l’evoluzione delle biotecnologie con gli strumenti, amministrativi ma anche culturali, che oggi possediamo. Il progressivo espandersi della tecnologia in tutti gli ambiti sanitari, infatti, rende indispensabile un cambiamento culturale che innervi la pratica medica tradizionale con conoscenze e saperi che spesso esulano dalle competenze del professionista medico. Questa ineludibile evoluzione tecnologica della pratica medica rende necessaria la presenza di una nuova figura professionale, quella dell’ingegnere clinico biomedico, che affianchi il medico in ambiente ospedaliero e l’amministratore nella governance sanitaria.

quadro normativo di riferimento

La Raccomandazione Ministeriale n. 9/2009, per prevenire gli inconvenienti relativi al cattivo  funzionamento dei dispositivi medici e degli apparecchi elettromedicali, ha previsto l’istituzione di una funzione aziendale specificatamente preposta al governo del patrimonio tecnologico biomedico, individuandola nei servizi di Ingegneria Clinica. Inoltre, l’articolo n. 134 della Legge di Stabilità 2013, per favorire la sicurezza delle cure e per attuare il monitoraggio/controllo dei contenziosi in materia di responsabilità professionale, invita le Regioni e le Province autonome a prevedere, all’interno delle strutture sanitarie, funzioni specifiche per la gestione del risk management che includano competenze oltre che di medicina legale e del lavoro anche di farmacia e ingegneria clinica, per come peraltro suggerito dall’appena citata Raccomandazione n. 9/2009 del Ministero della Salute.

RUOLO DELL’INGEGNERE CLINICO

l’ingegnere clinico all’interno delle organizzazioni sanitarie rappresenta la figura professionale di riferimento e consente un governo strutturato dell’intero parco tecnologico, contribuendo ad innalzare il livello di sicurezza e ridurre il rischio clinico dell’intera organizzazione sanitaria, adottando metodologie ingegneristiche tipiche della gestione di processi complessi. L’ingegnere clinico, con le sue competenze, consente una gestione sicura ed efficace ed economica di un asset sempre più rilevante per la moderna sanità, quale quello delle tecnologie biomediche, potendo intervenire in tutti i processi di acquisto e gestione dei dispositivi medici, nonché nei programmi di HTA (“Health Technology Assessment”, traducibile nell’espressione italiana di “Valutazione delle Tecnologie Sanitarie”), la cui importanza è sottolineata dal Patto per la Salute 2015-2017.

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PROPOSTA DI ISTITUZIONE DI UN OSSERVATORIO REGIONALE SULLE TECNOLOGIE BIOMEDICHE

Ruolo dell’ingegneria clinica

L’ingegneria clinica si occupa della gestione  sicura,  appropriata  ed  economica delle tecnologie e delle apparecchiature nelle strutture sanitarie: la mission è quella di partecipare alla cura della salute garantendo un uso sicuro, appropriato ed economico delle tecnologie.

Con questo si intende la valutazione, l’installazione, la manutenzione, l’adeguamento della strumentazione e delle attrezzature in uso nei servizi sanitari e la collaborazione con gli operatori sanitari nell’utilizzo di metodologie ingegneristiche per la soluzione di problemi clinici e gestionali.

I compiti dell’ingegnere clinico comprendono l’Health Technology Assessment, la pianificazione degli acquisti, la gestione informatizzata del parco tecnologico, l’ingegnerizzazione del processo manutentivo, la gestione della sicurezza e della qualità delle apparecchiature, la formazione del personale sanitario. A questi campi tradizionali negli anni se ne sono affiancati altri, quali la Gestione del rischio, la telemedicina, la certificazione e l’accreditamento, il controllo di gestione delle apparecchiature medicali (capitolati, valutazioni, acquisto, gestione, manutenzione, ecc.), della stesura del piano degli investimenti e del supporto alla Direzione Generale per tutte le attività strategiche e le problematiche legate alle tecnologie.

In particolare:

• Studi di Technology Assessment volti a supportare la Direzione Aziendale nella programmazione acquisti e nella valutazione di apparecchiature e sistemi elettromedicali

• Predisposizione capitolati di gara di appalto per acquisto/comodato d’uso/service/noleggio di apparecchiature, sistemi elettromedicali, tecnologie informatiche e per la comunicazione

• Valutazione tecnico-economica di apparecchiature, sistemi elettromedicali e tecnologie informatiche e per la comunicazione

• Inventario apparecchiature e collaudi di accettazione

• Controllo dei processi relativi alla manutenzione preventiva e correttiva (servizi esternalizzati per apparecchiature di media e bassa tecnologia)

• Supervisione su verifiche periodiche di sicurezza elettrica, controlli di funzionalità e di qualità sulle apparecchiature e valutazione del rischio clinico

• Gestione contratti di manutenzione per apparecchiature tecnologicamente avanzate (ditte produttrici/fornitrici, ditte terze)

• Gestione dismissioni apparecchiature e valutazione del loro eventuale riutilizzo in Paesi in via di sviluppo

OBIETTIVI dell’ Osservatorio  Regionale

L’Osservatorio Regionale  svilupperà  un “Piano di controlli di sicurezza e funzionalità” per minimizzare il rischio dovuto all’utilizzo di apparecchiature biomediche e per garantire il rispetto della sicurezza dei pazienti. e per fornire una base di riferimento ed un supporto metodologico per i processi di acquisizione di beni e servizi che consenta di coniugare in modo funzionale alle esigenze sanitarie specifiche, le necessità di contenimento dei costi ed il mantenimento della qualità dei prodotti in relazione alla destinazione d’uso del prodotto.

La conoscenza del mercato può sicuramente incrementare la capacità contrattuale, l’efficienza e l’efficacia del processo di acquisto di beni e servizi nelle Aziende Sanitarie.

Nel settore delle tecnologie biomediche  potranno essere avviate diverse iniziative tendenti a codificare le tipologie dei beni, fornire supporto per la conoscenza tecnica, raccogliere e ridistribuire le informazioni sui prezzi e le condizioni di acquisto.

Tale progetto risponde pienamente ai principi, ai punti qualificanti e agli obiettivi del PSN, in cui uno tra gli obiettivi prefissati è quello di far sì che vengano ridotti i costi e migliorati e facilitati i processi decisionali per quel che riguarda gli acquisti di attrezzature e di beni di consumo da parte delle Aziende Sanitarie.

Ciò porterà alla raccolta di un numero sufficiente di dati, relativi gli eventi di acquisto, per realizzare lo sviluppo di metodologie e programmi,  per valutare le dinamiche dei prezzi e le caratteristiche quantitative e qualitative del settore delle tecnologie biomediche, e per poter diffondere alle Aziende Sanitarie indicazioni sintetiche e utili per l’acquisto di beni e servizi.

Inoltre la base dati costituirà il punto di partenza per approfondire l’analisi economica sviluppando indicatori di efficienza e di efficacia del processo di acquisto ed analisi di settore, per capire quali fattori concorrano in misura più o meno rilevante alla formazione del prezzo.

ANALISI  DELLO STATO  DI  FATTO  E  DEI FUTURI VANTAGGI  DERIVANTI   DALLA ISTITUZIONE DELL’OSSERVATORIO  REGIONALE

Ad oggi nella  Regione Calabria la situazione è fortemente disomogenea  in quanto ciascuna Azienda Sanitaria  ed Ospedaliera agisce autonomamente nella gestione del proprio parco tecnologico, senza poter contare su linee guida o assistenza  regionale, quindi  con ridotte capacità  di abbattimento dei costi nell’acquisto  di beni e servizi.

I contratti di manutenzione dei fornitori sono disomogenei, anche nella stessa Azienda, con “comportamenti” sperequativi e non garantistici per l’Azienda.

Si rende pertanto necessaria una revisione completa di natura tecnico-economica tesa ad  ottenere un forte risparmio economico agendo in “economia di scala”.

Fondamentale sarebbe anche  la predisposizione omogenea  dei capitolati tecnici per tutta la Regione al fine di garantire forniture ottimali ed equiparate nelle varie strutture del territorio calabrese.

Un  congruo risparmio  si otterrebbe inoltre con la gestione centralizzata dei contratti di manutenzione preventiva/correttiva da stipularsi in fase di acquisto di nuove apparecchiature.

Bisognerebbe quindi valutare tutti i contratti in essere e uniformare i contratti con i vari fornitori, prevedendo  sistemi di verifica e controlli quali la supervisione dei contratti, in particolar modo sugli aspetti relativi all’inizio e fine intervento tecnico, e il rispetto dei programmi di manutenzione con un sistema di calcolo che consenta l’applicazione delle penali per mancato rispetto contrattuale del fornitore.

L’individuazione del corretto criterio di valutazione del rispetto contrattuale dei servizi di manutenzione correttiva e preventiva offerti è sempre più complesso e articolato e pertanto necessita di una puntuale applicazione continuativa di sorveglianza in cui sarebbe necessario investire forza lavoro centralizzata in un unico servizio supervisore. E’ necessario adottare un sistema che consenta la supervisione delle attività di manutenzione preventiva e correttiva dei fornitori al fine di conseguire:

a) elementi certi e continuativi in merito ai livelli di efficienza ed efficacia dei servizi di manutenzione erogati  sulle apparecchiature elettromedicali da parte dei fornitori;

b) la garanzia delle prestazioni rese anche in conformità alle previsioni normative applicabili ai singoli dispositivi;

c) i riscontri necessari al fine di vincolare ove necessario i fornitori stessi all’adozione delle misure correttive e preventive atte rispettivamente alla risoluzione di problemi e alla loro prevenzione.

La istituzione  di una struttura centralizzata regionale di Ingegneria clinica permetterebbe non solo la gestione integrata ed omogenea dei capitolati tecnici e dei contratti di manutenzione con i fornitori, ma anche per altri importanti aspetti.

HEALTH TECHNOLOGY ASSESSMENT

Un aspetto è quello dell’Health Technology Assessment. L’analisi del rischio è una componente fondamentale nella valutazione delle nuove tecnologie da introdurre in una struttura sanitaria (). La valutazione del rischio non è una fotografia statica, ma deve seguire la vita del dispositivo, degli impianti, delle infrastrutture, etc. È indispensabile condurre il processo di valutazione del rischio anche sulle tecnologie già presenti. Ciò fornisce elementi indispensabili per la pianificazione del rinnovo tecnologico e quindi per l’introduzione di nuove tecnologie.

Gli acquisti si gestirebbero in maniera oculata: dopo l’esecuzione di un’attenta valutazione del rischio sulle apparecchiature presenti, tenendo conto di parametri quali l’obsolescenza, l’affidabilità, la disponibilità, l’efficacia clinica, il grado di utilizzo, lo stato di conservazione.

Altro scopo non di minore importanza sarebbe quello di uniformare processi e procedure, al fine di raggiungere degli standard di qualità. Uniformare ad esempio le modalità di collaudo di accettazione di nuove apparecchiature consentirebbe di avere per ogni elettromedicale di qualsiasi Azienda della documentazione uniforme, cosa di fondamentale rilievo in fase di analisi e valutazione sullo stato del parco macchine.

Inoltre procedure standardizzate di collaudo consentirebbero di porre le Ditte fornitrici di fronte a delle linee guida a cui attenersi obbligatoriamente: ad esempio le ditte saranno tenute all’addestramento, all’uso della nuova tecnologia introdotta, del personale sanitario utilizzatore e al rilascio del relativo attestato di formazione. Infatti statistiche dell’MDA (2003) dimostrano come una buona percentuale di incidenti con elettromedicali è dovuta all’uso scorretto dell’apparecchiatura  a causa di un inadeguata formazione.

Bisognerebbe implementare procedure di manutenzione preventiva e verifiche funzionali ad oggi non presenti in nessuna Azienda Sanitaria o Ospedaliera calabrese, al fine di:

1)      ridurre i costi di manutenzione correttiva

2)      ridurre i tempi di fermo macchina e migliorare quindi il servizio sanitario

3)      migliorare la sicurezza in quanto i controlli di qualità incidono in maniera indiretta sul rischio corrispondendo a pericoli più insidiosi identificabili nel malfunzionamento.

GOVERNANCE SANITARIA 18 MARZO 2016