Reggio, presentati i mosaici realizzati dai detenuti: “la bellezza salverà il mondo” [FOTO e VIDEO]

Presso Palazzo “Corrado Alvaro”, sede della Provincia di Reggio Calabria, sono stati esposti e presentati al pubblico i mosaici realizzati dai detenuti della Casa Circondariale cittadina, coinvolti in un progetto di rieducazione promosso dalla consigliera provinciale di Parità, Daniela De Blasio

mosaici in carcere (3)La bellezza salverà il mondo: mosaici in carcere”: questa la lodevole iniziativa presentata quest’oggi presso il Palazzo della Provincia di Reggio Calabria alla presenza della maggior parte dei soggetti coinvolti: il Presidente della Provincia di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa, l’assessore al Bilancio Armando Neri, in rappresentanza del Comune, l’Assessore Provinciale alla Cultura e alla Legalità, Eduardo Lamberti Castronuovo, il Presidente del Tribunale di Reggio Calabria, Luciano Gerardis; a relazionare, il professore Daniele Castrizio dell’Università di Messina, il Direttore del Museo Nazionale della Magna Grecia, Carmelo Malacrino, la Direttrice del Museo Archeologico di Locri e Kaulon, Rossella Agostino, il funzionario della Soprintendenza Archeologica della Calabria, Alfredo Ruga, la rappresentante dell’Associazione StudioArte, Simona Lanzoni e il Direttore dell’Area Pedagogica Educativa della Casa Circondariale di Reggio Calabria, Emilio Campolo.

L’incontro è stato moderato da Paola Carbone, coordinatrice del progetto, curato dalla consigliera di Parità della Provincia di Reggio, Daniela De Blasio. L’incontro, infine, è stato patrocinato dalla Provincia di Reggio Calabria, dal Comune di Reggio Calabria, dal Ministero della Giustizia Dipartimento Amministrazione Penitenziaria e dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

mosaici in carcere (15)Al progetto suddetto hanno partecipato attivamente i detenuti della Casa Circondariale di Reggio, impegnati nella realizzazione di mosaici con materiale di risulta raffiguranti gli originali manufatti che si trovano a Kaulon e nella Villa Romanda di Casignana. Lo scopo, chiaramente, si rifà ad una riabilitazione civica e lavorativa dei carcerati, per cui si non deve pensare ad uno svago, lo sottolinea bene la consigliera De Blasio, “ma come ha detto un detenuto, ad un porre ordine alla follia”.

“Il rapporto che c’è tra il carcere e la società civile – aggiunge Daniela De Blasioè disciplinato da una norma che permette questo. L’interazione è fondamentale, perché non possiamo immaginare uno Stato che abbandoni dei soggetti, anche se comunque colpevoli; questo è un modo di restituire”.

Un modo di restituire che ha come obiettivo quello della rieducazione del detenuto, lo dice bene alla stampa Paola Carbone, la quale spiega come il progetto in questione sia indirizzato proprio ai detenuti dell’alta sicurezza, “che hanno utilizzato mattonelle raccolte a mare, nelle discariche, e da questo caos delle mattonelle hanno elaborato splendidi mosaici”. Mosaici, continua a precisare Paola Carbone, tesi anche a valorizzare il territorio della Ionica.

“Un modo per rieducare l’uomo alla bellezza”, un pensiero condiviso anche dall’assessore comunale Armando Neri, il quale crede che ormai “ci siamo assuefatti al brutto, alle cose che non vanno, per cui è importante recuperare il senso della bellezza”.

mosaici in carcere (5)Un senso del bello che viene trasmesso tramite un percorso sulla legalità da tempo avviato presso la Casa Circondariale di Reggio, dove, come spiega Emilio Campolo, si è più volte recato anche il Vescovo Giuseppe Fiorini Morisini nell’ambito di un ulteriore progetto, definito “Homo”, con lo scopo di “inculcare nei detenuti dei modelli nuovi in modo da abbandonare quelli vecchi”.

Modelli che senza dubbio hanno a che vedere con la cultura, ampiamente risaltata dal presidente del Tribunale di Reggio, Luciano Gerardis, impegnato nel noto progetto Civitas: “La cultura – ha dichiarato – gioca un ruolo importante in questa terra disgregata, ingentilisce l’animo. Credo che una cultura seria, di servizio al territorio, che non sia l’arte per l’arte, possa sicuramente svolgere un ruolo importante”.

mosaici in carcere (1)E dove c’è arte e cultura non può che non intervenire il professore Castrizio, il quale si sofferma sul valore simbolico dei mosaici, realizzati dai carcerati “nel rispetto della bellezza dei luoghi che sono il fiore all’occhiello di questa terra, come la Villa di Casignana. Un regalo – aggiunge Daniele Castrizio che i detenuti ci hanno fatto”.

Regalo che a detta del funzionario della Soprintendenza Archeologica della Calabria, Alfredo Ruga, richiama i simboli della mitologia, come il delfino, che accompagnava gli eroi verso la salvezza.

“Accogliamo più che positivamente queste iniziative – prosegue la Direttrice del Museo Archeologico di Locri e Kaulon, Rossella Agostino le quali permettono di affrontare la tematica dei beni culturali, ancora credo non troppo concretizzati. In questa occasione, vengono accolti sia il momento greco che quello romano”.

E a proposito di beni culturali, ad intervenire stamane anche il Direttore del Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia, Carmelo Malcrino, il quale ricordando alla stampa la prossima inaugurazione completa di Palazzo Barberini, il 30 aprile, elogia l’iniziativa curata dalla consigliera De Blasio affermando: “qualcuno diceva che con la cultura non si mangia: in questo caso si può anche mangiare a dare una seconda possibilità. Una rieducazione che va affiancata da un’educazione culturale”.

mosaici in carcere (6)“Un’esperienza bellissima”, quella della composizione dei mosaici: così la definisce Simona Lanzoni, rappresentante dell’Associazione StudioArte, alla quale seguono gli interventi del presidente della Provincia, Giuseppe Raffa, e dell’assessore Eduardo Lamberti-Castronuovo.

“Le tessere dei mosaici – dichiara Raffati lasciano tutto un sistema di immaginazione. Abbiamo voluto lasciare un segno di bellezza del nostro territorio con opere che siano fruibili a chi vuole apprezzare questa bellezza non solo estetica, ma bella anche per il modo in cui si è raggiunto tale obiettivo”.

Opere segno di bellezza, per cui l’assessore Lamberti-Castronuovo chiede che vengano esposte presso la Casa della Cultura, che si sta promuovendo di ospitare anche altri capolavori di giovani artisti.

“La cultura – conclude l’assessore provinciale alla Cultura e alla Legalità – è sicuramente un buon antidoto contro la malavita organizzata”.