Reggio: ‘ndrangheta in Australia, l’Italia chiede indagini congiunte

“L’assassinio di un professionista, di un avvocato come Acquaro, manda il messaggio più forte agli australiani che la ‘Ndrangheta è particolarmente forte” in Australia

Riot police watch demonstrators protest against the Asia-Pacific Economic Co-operation (APEC) summit from a distance in SydneyLa direzione nazionale antimafia italiana ha chiesto alla polizia australiana di avviare indagini congiunte sull’omicidio dell’avvocato di Melbourne Joseph Acquaro. A renderlo noto il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti in un’intervista al quotidiano The Age di Melbourne, secondo il quale è necessario che gli investigatori australiani comunichino con la direzione nazionale antimafia a Roma e con la procura di Reggio Calabria. Acquaro è stato ucciso a colpi di arma da fuoco a distanza ravvicinata martedì scorso. “E’ un crimine molto serio e mette in evidenza l’estremo pericolo che la mafia calabrese rappresenta in Australia“, ha dichiarato il procuratore nazionale antimafia. “L’assassinio di un professionista, di un avvocato come Acquaro, manda il messaggio più forte agli australiani che la ‘Ndrangheta è particolarmente forte nel paese. Non credo che le autorità si rendano pienamente conto di quanto diffuso sia il crimine organizzato“. La richiesta di indagini congiunte è sostenuta anche dal procuratore del tribunale di Reggio Calabria Nicola Gratteri

Acquaro, 54enne padre di tre figli, era stato presidente della Camera di Commercio italiana, era nel comitato del Reggio Calabria Club ed era noto per la disponibilità ad aiutare connazionali. Era un avvocato difensore di successo, e aveva rappresentato molti clienti accusati di gravi reati, ma non è stato mai indagato per coinvolgimento in attività criminali. 

Le indagini della polizia australiana sono concentrate su Tony Madafferi, che avrebbe offerto una “taglia” di 200 mila dollari sull’avvocato, che nel corso degli anni aveva difeso in giudizio diversi boss della locale ‘Ndrangheta e tra questi anche il fratello di Tony, Frank Madafferi. Acquaro aveva perso in seguito il favore di Tony Madafferi. La polizia aveva avvertito in seguito i due che Madafferi stava seguendo i loro movimenti, ma Acquaro aveva rifiutato misure di protezione.