Reggio, le critiche di Ethos all’amministrazione comunale

palazzo san giorgio“Non sempre “il fare” è positivo: fare o agire non sempre sono sinonimi di tutela del bene comune o della buona gestione e se il fare diventa solo, o principalmente, propaganda del “proprio fare”, i compartecipanti diventano solo strumenti e non soggetti attivi. Diciamo questo per riallacciarci alla notizia che riporta la convocazione di un’assemblea pubblica intitolata: “Dialogo e condivisione democratica: governiamo insieme ai cittadini”. Bene …meglio tardi che mai, anche se lo Statuto comunale obbliga questa convocazione assembleare almeno una volta l’anno e l’anno è già abbondantemente passato; bene…anche se, al momento, le consulte, previste dallo Statuto per “…garantire, razionalizzare o suscitare la partecipazione all’amministrazione locale…”, ancora non sono funzionanti; bene…perché “il fare” è sempre positivo e chi critica o è disfattista, o è contro la città. Poi abbiamo letto “le modalità di partecipazione” e, ahi noi, ne siamo rimasti stupefatti. Due minuti, per esporre una tematica o una proposta consentono di dire a malapena uno, due e tre, buonasera a tutti. Quattro, cinque e sei, arrivederci e grazie”, afferma il presidente di Ethos Gianni Sergi. “Come si fa a spiegare -prosegue- per esempio, ai presenti, e quindi alla Città, quale sia la differenza tra un piano di rientro decennale, che obbliga l’amministrazione comunale a massimizzare le aliquote delle imposte per dieci anni, ed il dissesto finanziario che avrebbe portato quest’obbligo a solo cinque anni? Come illustrare il piano di rientro ATAM che prevede l’esborso di due milioni di euro l’anno, per sette anni, da parte della municipalizzata e far capire che, forse, sarebbe stato meglio ripartire con un’altra società? Come affrontare la perdita dei fondi Pisu per la ristrutturazione del Lido Comunale ed il silenzio assoluto sullo stato dell’arte per il progetto Waterfront? Come capire se il Comune, che sta risarcendo, doverosamente, la ditta Bentini, si costituirà parte civile, nei confronti di quei soggetti che, con la loro negligenza, hanno provocato questo ingente danno alla comunità? Come si fa a far capire, in soli due minuti, che “la moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto” e poi ritrovarsi con Assessori che, “…nonostante tutto…”, rimangono imperituri al loro posto, malgrado l’Amministrazione debba di corsa modificare una delibera da poco licenziata? Come far “volare” la mente dei nostri concittadini sul Tito Minniti, intorno al quale si sta giocando una partita di potere tra forze istituzionali diverse, che di tutto tengono conto, meno che dello sviluppo dello stesso e di conseguenza dello sviluppo cittadino? Non sarebbe stato meglio e maggiormente funzionale – aggiunge- dare più spazio e tempo ai partecipanti, magari attraverso più assemblee o attraverso assemblee tematiche, cioè assemblee che avessero come tema due o tre particolari criticità che affliggono la nostra Città? Infine, ci domandiamo se anche i rappresentanti delle istituzioni avranno due minuti per rispondere o se potranno andare a “ruota libera”, perché in questo caso, ed è questo il caso che temiamo, l’assemblea diventerà occasione di auto celebrazione unidirezionale. Siamo i soliti brontoloni, per carità, ma a noi sta davvero a cuore la Città, essendo genitori e figli del suo presente e del suo futuro…del nostro presente e del nostro futuro”, conclude.