Reggio, la testimonianza di un cittadino: “mai sentirsi male durante i cambi turno”

pronto soccorso Un cittadino R.P. ha inviato a StrettoWeb una nota testimoniando una sua recentissima esperienza presso il Pronto Soccorso di Reggio:

“Domenica 6 marzo scorso, malauguratamente ho avvertito un forte dolore al petto che non faceva presagire nulla di buono, per cui dopo qualche telefonata al medico di famiglia,venivo  consigliato di correre al pronto soccorso per scongiurare una qualsiasi patologia di natura cardiaca. Arrivato quindi in pronto soccorso alle 13:45  mi precipito direttamente all’interno dello stesso, dove ,dopo essere stato adagiato su una sedia a rotelle, venivo chiamato, dopo circa 15 minuti, da una presunta infermiera  per registrare la mia situazione clinica e quindi il mio percorso assegnandomi di conseguenza un codice  di soccorso. Dopo  essere riuscito a stento  a spiegare, sempre all’infermiera, il tipo di dolore  toracico che avvertivo,accompagnato anche da un dolore  lieve al braccio sinistro, venivo fatto accomodare  di nuovo in sala d’aspetto ricevendo una unanime promessa che sarei stato chiamato da li a pochi minuti.Ebbene, quei pochi minuti si sono trasformati in piu’ di 60 e se non fosse per una mia seria e decisa presa di posizione  nel voler rientrare di nuovo presso il pronto soccorso e pretendere di essere visitato con urgenza , il tempo di attesa sarebbe stato  di certo molto piu’ lungo”.

pronto soccorso“Naturalmente e per mia sfortuna, una volta entrato ho notato che tutto il personale che qualche ora prima mi aveva “accettato” non era piu’ presente,avendo finito il proprio turno, per cui, lascio immaginare il mio sconcerto quando sembrava quasi che io fossi arrivato in quel momento,viste le facce titubanti e impotenti  mostrarsi  di fronte alle mie richieste di aiuto,Per fortuna, un presunto infermiere , appena ha focalizzato la situazione si e’ prestato immediatamente a farmi un tracciato ,scongiurando  quindi per fortuna una qualsiasi patologia cardiaca . Dopo  l’esito del tracciato’ ,era inevitabile l’invito di riaccomodarmi di nuovo in sala d’aspetto per aspettare fino a quando, forse l’unico medico disponibile , si fosse liberato e quindi avrebbe potuto completare la  mia visita prestandomi la dovuta assistenza.Per cui, dopo altri 20 minuti in sala d’aspetto,quindi verso le 15:20,  per fortuna, il dolore si e’ gradualmente alleviato  e,incoraggiato dal buon esito del tracciato, senza pensarci due volte, notando oltretutto almeno una decina di sfortunati pazienti  in attesa,tutti naturalmente in condizioni di sofferenza,ho girato le spalle e sono tornato a casa.  Naturalmente  da domani approfondiro’ cio’ che mi e’ capitato, ma naturalmente, cerchero’ di farlo mantenendo una debita distanza con gli Ospedali Riuniti ,anche se, purtroppo tale distanza non puo’ essere mantenuta nei riguardi del  pronto soccorso, essendo l’unico in citta’ e quindi scelta obbligata per chi sta male improvvisamente e necessita di un PRONTO Soccorso.Tutto cio’ mi ha fatto riflettere sui casi di malsanita’ succeduti, e su quanto ne succederanno ancora,e lungi da me voler screditare in qualunque modo le professionalita’ di chi ci lavora all’interno, eseguendo solo ordini ben precisi.Le mie critiche e il mio rammarico va invece alle Amministrazioni  o Commissari competenti che continuano a far funzionare un pronto soccorso  di una citta’ come Reggio Calabria con una perdurante  carenza di personale medico e paramedico,con le   immancabili conseguenze che  derivano da un surplus di lavoro, e oltretutto, obbligando i degenti , a detta anche di alcuni  familiari   degli stessi presenti in sala d’aspetto, ad attese che hanno superato anche le 7-8 ore per un codice verde.E pensare che vedendo i nuovi locali e i lavori in corso, mi ero illuso che fosse in qualche modo migliorata la situazione,invece l’unica miglioria trovata e’ stata la presenza di un televisore 40 pollici in sala d’attesa,peccato  pero’che gli spettatori  presenti non eravamo nelle condizioni fisiche e mentali  per poter  ammirare la D’urso e il suo programma”.