Messina senz’acqua: quattro mesi dopo Protezione Civile e Amam discutono ancora della messa in sicurezza della condotta

I lavori procedono a rilento: dal vertice fra le due realtà è emersa la speranza d’iniziare, sotto il profilo operativo, prima dell’arrivo della stagione estiva

Foto Andrea Di Grazia/Lapresse

Foto Andrea Di Grazia/Lapresse

Il Dipartimento Regionale di Protezione Civile e l’Azienda Meridionale Acque Messina non hanno ancora trovato la quadra per iniziare i lavori e rimettere in sesto la condotta di Fiumefreddo all’altezza di Calatabiano: è quanto emerge dal confronto fra i vertici delle due realtà che, a quattro mesi dall’emergenza, non hanno ancora definito nel dettaglio il piano di messa in sicurezza del territorio. Passata la spaventosa crisi idrica, protrattasi per oltre 20 giorni, l’erogazione a Messina resta dunque appesa alla soluzione tampone dei quatto tubi provvisori, almeno sino all’inizio della stagione estiva allorquando – si spera – il progetto definitivo potrà essere eseguito e si potrà contestualmente realizzare una sorta di road map emergenziale, un piano di approvvigionamento alternativo per non lasciare la città coi rubinetti a secco.