Messina, le eccellenze di Ganzirri in un libro di cucina

L’eredità dei sapori del lago diviene oggetto di un saggio sulla tradizione gastronomica peloritana

ganzirriDopo la pubblicazione di Saperi e…sapori della città di Messina, edito nel cinquantenario della costituzione della Delegazione di Messina dell’Accademia Italiana della Cucina, una nuova proposta editoriale, sempre curata dal giornalista Attilio Borda Bossana, rende omaggio a due “eccellenze” naturali del territorio, così associate alla gastronomia peloritana come lo sono lo Stretto di Messina e i laghi di Ganzirri. Come rileva nella prefazione al libro, il delegato dell’AIC di Messina avv. Antonio Barresi, Laghi di Ganzirri e Stretto di Messina: eredità di sapori è  ulteriore approfondimento che, attraverso un percorso tra storia e tradizioni, evidenzia antiche offerte e nuove proposte del patrimonio gastronomico lacustre e marino, “eredità” oggi riscontrabile nell’immaginario riferimento collettivo, nazionale e internazionale, per la cucina del messinese. Nelle sue novantasei pagine, con uno storico apparato fotografico, il libro di Borda Bossana offre una disamina del rapporto tra viaggiatori e gastronomia e della tipicità dei Pantani; recupera i dibattiti al Senato e alla Camera dei deputati sulle questioni della bonifica dei Laghi e richiama il culto di S. Nicola, patrono di Ganzirri. Non mancano curiosità come l’ottocentesca riproduzione dello Stretto sulle figurine del “dado Liebig; la “stagione “musicale, tra gli anni sessanta e settanta, nei locali della zona e la “deferenza” gastronomica e letteraria, verso la granita caffè con panna e brioche. E’ poi possibile un excursus storico dell’arte della cucina dei Laghi, tra visioni e tradizione, con i vari esercizi e le ricette di ieri e oggi. Il volume rende inoltre testimonianza, ad altri due riferimenti del territorio: il ristorante La Macina e il ritrovo Granatari, realtà oggi scomparse ma sempre parte delle reminiscenze di tante generazioni di messinesi e no. Un libro quindi che mostra al lettore un mosaico di “saperi e sapori” per inoltrarsi, più agevolmente, in un percorso di conoscenza o di riscoperta della cucina del territorio, valutandone il naturale legame alla tradizione e meditando sulle nuove tendenze. Vicende del “mangiare” di un certo luogo, raccontate con il compasso della storia, che costituiscono un modo complementare per leggerne cultura e passato. Le tradizioni della pesca del pesce spada e della coltivazione dei mitili nei due Pantani, attraverso le “eredità dei sapori”, si legano, infatti, alle vicende del territorio e s’intrecciano al tipico e prezioso patrimonio della cucina dei seducenti luoghi. Libro per un’analisi che l’autore ha voluto dedicare all’arte della gastronomia e alle suggestioni lacustri di Ganzirri e Torre Faro e marine dello Stretto di Messina, città in cui l’Accademia italiana della Cucina ha svolto e continua a sviluppare, il ruolo di “istituzione culturale” per salvaguardare, insieme alle tradizioni della cucina italiana, la cultura della civiltà della tavola.