Messina, indugi e tentennamenti: la sfiducia non arriva

In Consiglio tutti denunciano le presunte nefandezze dell’Amministrazione, ma pur di evitare il commissariamento della città alla fine sopportano ogni “angheria”

(foto) Sindaco Renato Accorinti (Messina)Avevano firmato la richiesta di sfiducia innanzi al notaio: adesso, in calce al documento, sono arrivate nuove firme. Santi Daniele Zuccarello, Nora Scuderi e Donatella Sindoni – prudenti, nelle scorse ore, sulla mozione presentata dal gruppo dem – hanno assistito alla sottoscrizione del precedente atto da parte dei consiglieri del Pd e di Sicilia Futura. Un colpo di teatro, una manovra sibillina, che avvicina il quorum delle sedici firme. Basterebbero, a questo punto, appena sei consiglieri per mandare a casa l’Amministrazione, ma da Forza Italia a SìAmo Mesina passando per l’Udc, l’impressione è che la strategia dell’attendismo prevalga. Per il bene della città, spiegano gli esponenti critici del consesso civico, che dichiarano di voler scongiurare in tal modo l’ennesimo commissariamento. Frattanto rimangono seduti al proprio posto, sugli scranni di un organo progressivamente esautorato delle proprie funzioni, laddove – ancora – si attende una stima generica del bilancio di previsione del 2015.