Crotone, procedure d’allertamento meteo: tavolo in prefettura

prefettura crotoneNella mattinata odierna si è tenuta una riunione presso la Prefettura di Crotone, presieduta e coordinata dal Prefetto Vincenzo De Vivo, convocata per l’esame congiunto delle procedure di allertamento in ipotesi di condizioni meteorologiche avverse, da seguire per come previsto dalla normativa vigente, nonché dalle recenti direttive del Capo del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile. In sede di riunione, è stato posto l’accento sulla circolare del medesimo Dipartimento n. 1099 del 13 marzo 2015, relativa ai criteri generali per l’individuazione dei Centri Operativi di coordinamento e l’individuazione delle aree di emergenza. Alla riunione sono intervenuti i Responsabili dei Comuni Capofila dei Centri Operativi Misti della provincia di Crotone; Il Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco, il Sig. Questore e gli altri Vertici provinciali delle Forze dell’Ordine, della Capitaneria di Porto, il Comandante della Sezione della Polizia Stradale di Crotone; i rappresentanti di SUEM 118, ANAS, ENEL, ITALGS, TELECOM ed RFI. Per la Regione Calabria – Settore Protezione Civile – in rappresentanza del Dirigente di Settore, è intervenuto l’Ing. Manfredi, responsabile per la provincia di Crotone. Il Prefetto ha posto in risalto la necessità che, come sancito nella menzionata circolare n.7117 del 10 febbraio 2016, si utilizzi un linguaggio comune ed uniforme in tutto il territorio nazionale per definire i vari livelli di allerta -attenzione, preallarme, allarme – associandoli a corrispondenti codici “colore”, giallo, arancione e rosso. Ha sottolineato il grande impegno, anche nella materia della protezione civile, delle Forze dell’Ordine, che, pur essendo, in tema, soggetti istituzionali “concorrenti”, offrono un contributo assolutamente significativo. Sono stati approfonditi alcuni temi delle direttive del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27.02.2004 e del 3.12.2008, rammentando che il Sindaco è il responsabile dell’attivazione del COC (Centro Operativo Comunale), nonché dei primi soccorsi ex art. 108, comma 1, lettera c del D.L.vo n. 112/98 e ai sensi dell’art. 15 della Legge n.225/92; poi, ai sensi dell’art.12 della legge n.265/99, è responsabile dell’informazione alla popolazione. In particolare, con riferimento al rischio idrogeologico e idraulico, la risposta tempestiva ed efficace di protezione civile è attivata generalmente sul sistema di allertamento nazionale di cui alla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 27.02.2004, recepita organicamente dall’art. 3-bis della L. 225/1992, così come novellata dalla citata Legge 100/2012, che contempla l’attivazione di azioni di contrasto graduali, nonché interventi di soccorso e di assistenza. Il Prefetto ha sottolineato l’importanza del monitoraggio del territorio quale strumento fondamentale di prevenzione dei rischi. Il rappresentante della protezione civile regionale ha dato atto che il sistema di allertamento in uso, oggi ben collaudato, si muove tramitesms telefonici e posta elettronica certificata ed ha evidenziato l’importanza delle attività di monitoraggio e di sorveglianza strumentale svolte dai Centri Funzionali Regionali. E’ stata altresì richiamata l’attenzione sulla necessità di aggiornare le pianificazioni comunali d’emergenza e, nelle more, quanto meno, di adottare da subito un documento speditivo per gestire ogni tipo di emergenza. E’ stata richiamata l’attenzione sul rischio idraulico ed idrogeologico che può riguardareanche aree non interessate in precedenza da dissesti ed è stato inoltre sottolineato il sempre più frequente fenomeno delle precipitazioni intense e localizzate, tipicamente concentrate in aree anche molto piccole ed in un lasso di tempo piuttosto ristretto, caratterizzate da un elevato grado di imprevedibilità, fenomeni tutti che possono causare repentini allagamenti e frane di grossa entità. Tutti hanno ritenuto essenziale l’interscambio di informazioni e di dati tra i diversi Enti territoriali coinvolti, nonché la comunicazione e il costante raccordo con il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile.