Aeroporto dello Stretto, Cgil ed Ugl si scagliano contro l’ex consigliere Calarco

Aeroporto dello Stretto“Riecheggiano spettrali lamenti dall’oltretomba. Tali rigurgiti sono forse stati canalizzati dal forte vento di scirocco di questi ultimi giorni? Non lo sapremo mai. Comunque, a scanso di equivoci, rispondiamo. Lei blatera, in status di delirium, che “….La CGIL sostiene che io avrei detto che la colpa del disastro di Sogas sia sua. Evidentemente la CGIL soffre di protagonismo e gradirebbe essere fatta assurgere a tale compito…..” , infatti, assolutamente no, ex consigliere Dott. Avv. Calarco, nessuno mai si sognerebbe di toglierle l’esclusiva, con tanto di marchio registrato, della responsabilità del disastro operato in costanza di effusioni aeroportuali, con il suo ex presidente Porcino. Ce ne guarderemmo bene. Ancora complimenti. Imperterrito sostiene che “……io ho sostenuto, e continuo ad esserne convinto, che detto sindacato è stato uno degli strumenti messi in campo da qualcuno più grosso che l’ha utilizzato per fare in modo che la Sogas non ottenesse la concessione trentennale e dunque andasse a morire…..”. No,  Dottore Avvocato, le piacerebbe  fosse così, ma i “pezzi grossi” messi in campo erano di vostra pertinenza, e che pezzi grossi!  Noi tali eravamo, tali siamo e tali restiamo. Continua asserendo, “……la CGIL ha scaricato le pedine mandate in prima linea…”. Ma è commosso e dispiaciuto quando insinua tale abominio? Magari, chissà, sarà anche vero, ma non c’è stato il tempo di scaricare le pedine, perché nello scacchiere qualcuno dei suoi amici “provinciali” ha provveduto a fare “scacco matto”. Ci rifletta e non scalpiti prima di “muovere il cavallo”. Sostiene: “……la CGIL dovrebbe spiegare, infatti, per quale motivo, concreto e serio, non quanto via via si è inventata, ha tenuto in ostaggio la Sogas per oltre un anno e mezzo rifiutandosi da Maggio 2014 di sottoscrivere, e fare sottoscrivere alle altre sigle, la CIGS…..”.  

“Ma mi faccia il piacere”, direbbe il principaeroporto-dello-strettoe della risata. Si, la SoGAS è stata ostaggio per lunghi 4 anni e lo è tutt’ora, ostaggio della becera politica e, nella fattispecie,  prigioniera nelle mani di presunti professionisti allo sbaraglio,  i cui risultati sono visibilissimi sotto gli occhi di tutta la città. Insinua, altresì, che la CGIL avrebbe impedito alle altre sigle sindacali di sottoscrivere la CIGS. Si vergogni. Sappia che, quantomeno l’UGL TA, nei ripetuti incontri protrattisi per alcuni mesi con il CDA per giungere alla sottoscrizione della cassa integrazione, ha preso sempre e responsabilmente  le proprie legittime decisioni senza subire, da chicchessia, pressioni di alcun genere. A tal proposito, se lo ritiene, prenda esempio da noi. Relativamente alle sue esilaranti  dichiarazione circa la CIGS, laddove contesta alle OO.SS. pesanti omissioni comportamentali che hanno scaturito ritardi nella realizzazione del piano di contenimento costi e, fra le altre cose, la impossibilità di poter usufruire del Fondo aereo per i dipendenti SoGAS in cassa integrazione, le rispondiamo senza mezzi termini, tornando alle origini del male: si ricorda ancora delle varie assunzioni fatte da lei e dal suo compagno di merende Porcino durante la prima CIGS? Assunzioni che hanno determinato, oggi, la richiesta di ulteriore cassa integrazione. E, non contento, ha ancora coraggio di disquisire su tempi e comportamenti della OO.SS. che hanno garantito, ciononostante le vostre aberranti decisioni, di approdare alla nuova CIGS? Farfuglia su “contropartita alla sottoscrizione” per il sindacato”, scrivono in una nota Domenico Miletta e Salvatore De Lorenzo, rispettivamente rappresentanti di Cgil ed UGL. “Ex consigliere Dott Avv. Calarco -proseguono- ma di cosa parla? Ha forse sbagliato azienda e, conseguentemente, sindacati di riferimento? Ci stupisce che ad un professionista della Legge come lei siano sfuggiti i tre Decreti Ingiuntivi, di tre dipendenti che, senza dubbio alcuno, hanno decretato la legittimità del premio di produzione,  obbligando la Società non solo a tutto il pagamento di quanto congelato ma, soprattutto, il reinserimento dello stesso nelle competenze della busta paga. Insomma caro ex, ci creda, non abbiamo più neanche la forza di controbattere su ciò che negli ultimi anni abbiamo, più e più volte,  con responsabilità cercato di evidenziare. Ci consenta, tuttavia, un’ultima risposta a quanto da lei cinguettato:  la CGIL, ma anche la UGL, ripromuoverebbero subito e senza nessun esito una nuova petizione popolare con raccolta firme per dismettere il suo ex Porcino, se questo servisse ad alleviare tutto, o parte,  di ciò che sapientemente avete saputo distruggere in aeroporto. Ma purtroppo -aggiungono- non è stagione di miracoli. Ci fa, infine, piacere leggere di suoi dotti riferimenti storici risalenti agli anni ’70 con cui ricorda delle ruberie ai danni di Reggio e del degrado iniziato proprio allora, quando l’Italia di Colombo consegnò l’intera provincia reggina nelle mani delle mafie ecc. ecc. ecc.. Bene. Se non le rechiamo particolare disturbo, però, ci anticiperebbe la storia dei prossimi 20 anni, quando suo nipote  ricorderà che nell’anno 2015/16, l’Italia di Renzi, per opere e virtù di due professionisti sferici, tali Porcino e Calarco, mandarono al fallimento la SoGAS e l’aeroporto di Reggio Calabria? Attenzione, quindi, al rinculo del cetriolo”, concludono.