“Una Città di minatori”. Presentato alla biblioteca De Nava di Reggio l’ultimo lavoro di Saverio Verduci dedicato ai minatori mottesi

Verduci“Una Città di minatori. La storia dei minatori del Comune di Motta San Giovanni” Disoblìo Edizioni,  è questo il titolo del volume di Saverio Verduci presentato ieri sera presso i locali della Biblioteca “De Nava” di Reggio Calabria. A discutere con l’autore nel corso di un i contro moderato dall’Editore Salvatore Bellantone, sono stati il Vicepresidente dell’Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria Giovanni Verduci, il giornalista Gianfranco Marino ed il Presidente del Circolo Culturale Apodiafazzi Carmelo Nucera.  Il prezioso lavoro di Verduci accende i riflettori su una pagina assai dolorosa per la comunità mottese e per l’intera provincia di Reggio Calabria che nell’immediato dopoguerra assistette ad uno svuotamento dei centri interni sotto i colpi di un esodo rivelatosi poi assai drammatico. Storie personali e collettive sullo sfondo di un’epoca segnata dai lutti e dalla sofferenza, perché nel caso particolare di Motta San Giovanni l’esodo ed il lavoro nelle miniere e nelle gallerie in Italia e in Europa coincise con l’insorgere di alcune patologie rivelatesi poi devastanti come la silicosi che nel solo comune di Motta fece registrare in un trentennio oltre 580 casi di morte per patologie polmonari determinate dall’inalazione delle polveri di roccia. Impressionanti alcuni dati registrati dall’autore, come ad esempio quelli legati alla mortalità per silicosi con una vita media dei malati che non superava i 52 anni a fronte della media del periodo attestata intorno ai 70. Tra glia altri dati, assai eloquenti anche quelli relativi allo spopolamento, dal 1946, basti pensare che solo nella prima parte degli anni sessanta i cittadini mottesi emigrati erano oltre 600 nella sola Troìna (EN) dove parteciparono alla costruzione della diga Ancipa. Tanti gli spunti di riflessione nel corso della serata è tante le testimonianze come quella del Vicepresidente Verduci il cui padre è scomparso prematuramente a causa della silicosi. Tra le testimonianze anche quella di Carmelo Nucera che ha voluto sottilizzare come nel corso della sua ultra decennale attività sindacale abbia potuto testare di persona l’incidenza di un fenomeno invalidante. Proprio rispetto al ripeto di riconoscimento della silicosi come causa di invalidità contratta sul lavoro un ruolo fondamentale tale è stato quello svolto dal Comune di Motta San Giovanni nel corso dei decenni. Sull’importanza della rivisitazione storica di eventi personali e collettivi si è soffermato poi Gianfranco Marino che ha voluto sottolineare l’importanza del lavoro di Verduci come dono alle nuove generazioni, per non dimenticare quanto le fortune delle nuove generazioni prendano le mosse da sacrifici e lavoro di chi ha anteposto la  vita dei figli alla propria.