Stato di agitazione dei lavoratori settore irriguo del consorzio di bonifica di Rosarno

mobilitazione dei lavoratoriLe OO. SS. Flai Cgil Comprensorio Piana di Gioia Tauro e Fai Cisl provinciale proclamano “lo stato di agitazione dei lavoratori del settore irriguo del Consorzio di Bonifica Tirreno Reggino di Rosarno. Ormai da anni questi lavoratori vivono una situazione di precarietà e, se mentre l’anno scorso molti di loro hanno subito la riduzione delle giornate lavorative con le negative ripercussioni a livello economico e contributivo, quest’anno, a ridosso della nuova stagione irrigua, si pone il gravissimo problema della non assunzione. La riduzione dei livelli occupazionali dei lavoratori del settore irriguo scaturisce dalla difficile situazione economico finanziaria del Consorzio principalmente riconducibile alla drastica riduzione dei contributi regionali per la manutenzione delle OO.PP. di bonifica (ex L.R. 26/75) e degli impianti irrigui consortili (ex L.R. 11/2003) ma anche ai crediti vantati dagli stessi e riferiti alla gestione dei lavoratori forestali e non solo. Fino a cinque anni fa, infatti, la Regione Calabria garantiva ai consorzi l’erogazione di contributi annui per tale attività manutentiva. Questi importi, sono stati ridotti fino ad arrivare, nel 2015 e nel bilancio di previsione 2016, all’azzeramento dei capitoli dedicati a queste finalità. In questo contesto oltre alle mancate garanzie occupazionali di diverse unità lavorative in forte discussione è l’erogazione di qualità e l’efficienza dei servizi irrigui, primari per un ente consortile, così come la salvaguardia e la sicurezza di un territorio prevalentemente agricolo come quello della Piana di Gioia Tauro già gravemente martoriato da un alto tasso di disoccupazione. Chiediamo pertanto un incontro urgente e non più rinviabile al Prefetto di Reggio Calabria, la convocazione di un tavolo alla presenza del Presidente della Regione Calabria, dell’Urbi, del Consorzio sopra citato e delle associazioni datoriali Cia, Confagricoltura e Coldiretti al fine di scongiurare l’ennesimo problema occupazionale e salariale del nostro territorio. Certi di un positivo riscontro, al fine di evitare eventuali problemi di ordine pubblico, trascorsi dieci giorni dalla data odierna Ci autoconvocheremo con la partecipazione compatta di tutti i lavoratori presso la Prefettura di Reggio Calabria”.