Sanità in Calabria: “è ancora un diritto costituzionale?”

sanità“Da circa 4 mesi i medici di base non dispongono dei ricettari in quanto l’ASP di Reggio Calabria da ottobre\novembre 2015 non rifornisce i medici di base dei ricettari dove si prescrivono medicine, accertamenti sanitari (PET, elettrocardiogrammi, analisi cliniche, TAC, prescrizioni per ricoveri ospedalieri)”. Lo afferma in una nota l’Avv.to Lorenzo Fascì, Segretario PdCI Provincia Reggio Calabria.

“Già a dicembre abbiamo protestato (medici di base, cittadini, noi ed altre organizzazioni politiche e sindacali) davanti alla sede della Direzione Generale. La protesta ha sortito una promessa di rapida soluzione del problema. Ad oggi, però, nessuna soluzione è arrivata e siamo alla fine del mese di febbraio. Bene, in queste lunghe settimane e mesi, i cittadini della provincia non hanno potuto usufruire dei servizi essenziali. Così non hanno potuto ricevere prescrizioni di medicine, di accertamenti sanitari; non parliamo della difficoltà di effettuare un ricovero dove vi è stata necessità. Il nostro pensiero va ai tanti che sono anziani ed hanno un bisogno quotidiano di accertamenti, medicine, spesso ricoveri“.

“Va ai cittadini bisognosi che non possono permettersi di comprare a costo intero i medicinali. Pensiamo ai malati gravi (malati di tumore, cardiopatici, leucemici), alle persone portatrici di malattie croniche. Per tutte queste persone in questi mesi ed ancor oggi l’ASP ha garantito il diritto alla salute costituzionalmente garantito? Art. 32 Carta Costituzionale: “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

 E’ evidente che c’è una prolungata ed ingiustificata discrasia del sistema sociale e per questo chiediamo pubblicamente:

a)      All’ASP di spiegare le ragioni del prolungarsi di tale deficit;

b)      Alla Regione Calabria alla quale la riforma del Titolo V^ della Costituzione ha assegnato le competente in materia sanitaria nell’ambito del territorio regionale di intervenire in modo tale di dare soluzione al problema;

c)       Ai consiglieri regionali della provincia di Reggio Calabria di presentare alla prossima seduta di Consiglio una specifica interrogazione in aula;

d)      Al Ministero della Sanità di ricordarsi della Calabria – e nello specifico di Reggio Calabria – per risolvere i problemi e non per utilizzarla solo per coreografiche passerelle.