Reggio, una cittadina sulla situazione politica: “qualcuno disse dopo di me il nulla”

palazzo san giorgioDi seguito la lettera integrale inviata a StrettoWeb di una cittadina di Reggio, Francesca Ripepi, sulla situazione politica in città:

Appare piuttosto una sit comedy divertente la politica che va in scena al comune di Reggio Calabria. Sia la maggioranza che la minoranza non lasciano nulla di intentato per far ridere la gente e far perdere l’ultimo barlume di speranza a quei pochi cittadini che credono alla politica. Lo sfascio dovuto ai due anni di commissariamento fortemente voluto dalla sinistra….ancora oggi ci domandiamo chi abbia fatto cosa per finire nelle mani dei prefetti…e ribadisco due anni di sfascio e di immobilismo creato da burocrati e non dalla politica dovevano essere spazzati via dal ritorno della politica sugli scranni di palazzo San Giorgio. Ma di politica e di dibattito politico in aula consiliare se ne sente ben poco anzi per nulla. Riecheggia a quanti hanno frequentato quell’aula la voce della vera politica fatta di confronti e scontri costruttivi per la città di quei politici anni 80/90 che il senso e il rispetto della politica lo avevano per cultura e per missione. Ma ve lo ricordate Andreotti che ci faceva rimanere ipnotizzati davanti alla tv nelle indimenticabili domeniche di TG l’Una? O la bellezza dei discorsi di Aldo Moro, Enrico Berlinguer? Gente che parlava di politica e gente di cultura, di militanza e di stato. Ma ahimè oggi nulla sembra essere. Un comune dove a distanza di due anni i gruppi consiliari non hanno una location, una polizia locale non ha un comandante e assessori che alla faccia della legalità e della carta di Pisa si fanno gli affari loro umiliando i tanti poveri studenti delle nostre università che si sono visti calpestare da chi ha deciso che la loro cultura non vale nulla e per questo viva Roma viva Milano…e la minoranza cosa ha fatto in questi due anni? Nulla si è fatta sentire solo in maniera cadenzata attorno a un tavolo modello ultima cena con interventi a dir poco Fantozziani all’interno dell’aula consiliare o con conferenze stampa sempre le stesse, dove riappaiono consiglieri comunali che non partecipano alla vita di palazzo. Ridicolaggini come il passaggio da un gruppo politico all’altro che fanno rimpiangere la croce posta sulla scheda ai tanti che hanno visto tradire il voto dato alla persona che impersonava i valori del partito da cui oggi questi pseudo politici sono, permettetemi il termine “transumati”…basta finitela tutti quanti perché a vedervi vien voglia di alzare le barricate e mandarvi a casa. La classe politica comunale di Reggio Calabria è paragonabile, senza offesa per i bimbi di età scolare, ai bambini della scuola materna. Siamo stanchi la città cade a pezzi e voi continuate a scarnificare ancora di più il vostro elettorato già ridotto all’osso da tasse esose che è costretto a pagare per servizi non resi…come direbbe mia nonna braccia sottratte all’agricoltura…chissà magari con una zappa in mano potreste risolvere i problemi del verde pubblico cittadino. Ma dove pensate di essere, cosa pensate di fare e soprattutto dove volete andare. Torna in mente la gag di Totò e Peppino che in Piazza del duomo a Milano chiedevano al vigile “noi vogliamo sapere, per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare. Sa, è una semplice informazione…”La nostra e’ una certezza non stiamo andando da nessuna parte. Cari politicanti ora basta e soprattutto smettetela di tirare in ballo il passato per nascondere le vostre malefatte, non vi rendete conto di quanto siate rabbiosi e la rabbia rende l’uomo schiavo e voi minoranza cercate di essere un buon esempio di lealtà e correttezza verso chi vi ha votati. Non è saltando l’ostacolo che otterrete consensi. Dopo la bellezza della politica vera, della passione di chi la politica l’ha vissuta l’ha subita e fatta purtroppo il nulla dilaga. Citazione del grande Giulio Andreotti: “Nella sua semplicità popolare il cittadino non sofisticato, passando dinanzi al parlamento o ai ministeri, è talora indotto a porre il dubbio se sia proprio lì che si governi l’Italia»

Che il signore ce la mandi buona.
A presto