Reggio, l’Uil Scuola contro il comune: “diritti dei bambini disattesi”

SCUOLA:STUDENTI IN CLASSE E GENITORI FUORI DALLA SCUOLA.ATT.PEREGO - SCUOLA ELEMENTARE DI VIA NOE - Fotografo: FOTOGRAMMA“Il Pac infanzia ha gravi problemi di attuazione nella città di Reggio Calabria. Il piano indirizzato alle quattro Regioni ricomprese nell’obiettivo europeo “Convergenza” metteva a disposizione cospicue risorse per rafforzare l’azione pubblica nel campo dei servizi della prima infanzia (0-3 anni) e si poneva come obiettivo principale l’ampliamento e il consolidamento dell’offerta complessiva dei servizi di asili nido fino alla copertura di almeno il 12% della domanda potenziale, nonché la sostenibilità degli attuali e futuri livelli di servizio. E’ necessaria una piccola premessa, in quanto già dalla lettura delle linee guida emergeva l’ennesimo peccato originale, fonte di dispendio di risorse pubbliche sul fronte del mantenimento futuro dei servizi per la prima infanzia, in quanto si prevedeva l’assegnazione diretta delle risorse ai Comuni capofila senza alcun obbligo verso un concreto impegno finanziario a garanzia della continuità futura dei servizi. Sarebbe stato auspicabile riconoscere l’assegnazione delle risorse solo ai Comuni che si impegnassero a garantire continuità nel tempo dei servizi, creando così le condizioni di stabilità proprio attraverso i finanziamenti del piano di azione e coesione. Tra gli obiettivi principali fissati dal Pac infanzia si parlava di “sostenibilità degli attuali e futuri livelli di servizio” e di un “efficace funzionamento a regime”, ma a ciò non corrispondeva alcun obbligo dei Comuni in termini di spesa per il mantenimento a regime dei servizi per la prima infanzia”, scrive in una nota l’Uil Scuola. “E’ chiaro – prosegue la nota- che come già è accaduto in passato, tantissime nuove strutture e servizi educativi per la prima infanzia, finanziati e avviati con le risorse del Pac, probabilmente vedranno la loro contemporanea chiusura con l’esaurimento delle risorse, in “barba” al raggiungimento del 12% di copertura della domanda potenziale e soprattutto al suo mantenimento nel tempo. Per il Comune di Reggio Calabria a queste generali criticità si aggiungono, inoltre, i gravi ritardi nell’attuazione delle risorse assegnate, con livelli di avanzamento della spesa insufficienti e con gli interventi approvati con il primo riparto che continuano a registrare livelli preoccupanti di ritardo attuativo. La dotazione finanziaria complessivamente assegnata con il primo riparto al Comune di Reggio Calabria era di €. 1.461.858,00, importo interamente finanziato a seguito dell’approvazione dei piani di intervento predisposti durante il periodo di commissariamento dell’Amministrazione Comunale. Nei piani erano indicate le azioni previste distinte per intervento: €. 654.865,47 per acquisto di posti-utente in strutture convenzionate (10 mesi da gennaio a dicembre 2015); €. 534.548,74 per ristrutturazione dei nidi comunali di Archi e Gebbione; €. 226.278,15 per gestione del Nido aziendale del Cedir (10 mesi da settembre 2014 a luglio 2015); €. 46.165,35 per spazio gioco ricadente nel Comune di Motta San Giovanni. Attraverso tali interventi il Comune di Reggio Calabria si prefissava così di assicurare complessivamente nel territorio comunale (ad esclusione della circoscrizione di Catona), per l’anno educativo settembre 2014/giugno 2015, 25 posti pubblici (nido Cedir) e 130 posti in strutture private accreditate, per un totale di 155 posti, che atteso un’utenza potenziale di 4.263 bambini, da 0 a 2 anni, corrispondeva ad una copertura del 3.6 %.

Pur se l’approvazione dei piani d’intervento insegnante_sostegno_scuolarisaliva ad agosto 2014, per riscontrare una parziale operatività della azioni ivi previste bisognerà attendere settembre 2015, con la riapertura dell’asilo aziendale del Cedir, mentre addirittura arriverà solo ai primi giorni di febbraio 2016 la pubblicazione delle graduatorie definitive per l’assegnazione di soli 77 posti nelle strutture convenzionate per l’anno educativo 2015/2016, con evidente minore spendibilità delle risorse assegnate considerato il consequenziale utilizzo del servizio, nei nidi accreditati, per soli 5 mesi invece che i 10 originariamente previsti (fruizione del servizio entro il mese di Giugno 2016). La cooperazione di ActionAid con il Comune di Reggio Calabria -aggiunge la nota- per la definizione dell’utilizzo dei fondi del Piano d’azione e coesione non ha sortito, ad oggi, gli effetti desiderati, sopratutto anche in relazione alla riapertura dei nidi comunali di Archi e Gebbione per i quali, dopo la manifestazione pubblica dello scorso mese di giugno, alla presenza dell’assessorato alle Politiche sociali, non risulta ancora indetta la gara per l’affidamento delle opere necessarie per la loro ristrutturazione. Vi è di più, tenuto conto che allo stato attuale il limite temporale di utilizzo delle risorse finanziate assegnate con il primo riparto è fissato al 30 giugno 2016, ciò significa che salvo proroghe, oltre tale data, tali somme non saranno più spendibili e pertanto palese é l’elevato rischio di perdita del corrispondente finanziamento. Le cose non vanno meglio neanche sul fronte delle risorse assegnate al Comune di Reggio Calabria, con il secondo riparto, per un importo di €. 2.679.447,45. Risulta infatti che invero la somma di fatto finanziata dall’Autorità di gestione, a seguito dei piani di intervento predisposti dalla nuova Amministrazione Comunale, con la collaborazione di ActionAid, è pari solamente a €. 1.712.796,87 con cospicua perdita di risorse per €. 966.650,58. L’importo finanziato, quindi, con il secondo riparto risulta alquanto inferiore al plafond assegnato e riguarda alcuni interventi: €. 1.107.649,82 per gestione dei nidi di Archi e Gebbione (anno educativo settembre 2016/giugno 2017); €. 259.925,34 per gestione del nido aziendale del Cedir (anno educativo settembre 2016/giugno 2017); €. 108.543,34 per lavori di adeguamento del nido aziendale Cedir (attualmente munito di autorizzazione condizionata con validità sino al 30 marzo 2016); €. 236.678,38 per gestione del micro nido del Comune di Motta San Giovanni (ricadente nel distretto di Reggio Calabria). Attraverso gli interventi indicati nei piani d’intervento, presentati a valere sul secondo riparto, il Comune di Reggio Calabria si prefissa di garantire solamente 135 posti pubblici e zero posti nelle strutture accreditate (con consequenziale annullamento del sistema integrato di offerta pubblica e privata), che atteso una utenza potenziale di 4608 bambini, da 0 a 2 anni, corrisponde ad assicurare una copertura di appena il 2.9 % (ben lontana dell’obiettivo del 12% fissato dal Pac e addirittura inferiore a quella prevista nel primo piano di intervento). E’ evidente che la perdita di risorse è indicatore di incapacità programmatica del Comune di Reggio Calabria ad utilizzare l’intero plafond assegnato con il secondo riparto, riducendo concretamente le potenzialità dei servizi per la prima infanzia, perdendo €. 966.650,58 di finanziamento, limitando ulteriormente la percentuale di copertura e azzerando la possibilità di fruire dell’acquisto di posti-utente in strutture private convenzionate per il prossimo anno educativo. A ciò si aggiunge che l’eventuale perdita del finanziamento assegnato per la ristrutturazione dei nidi comunali, previsto con il primo riparto (con termine di utilizzo entro il 30 giugno 2016), comporterebbe l’impossibilità di riaprire i nidi di Archi e Gebbione nell’anno educativo 2016/2017 con l’ulteriore perdita di €. 1.107.649,82, del secondo riparto, destinate ai costi di gestione. In definitiva il Comune di Reggio Calabria, allo stato attuale, non ha avviato alcune servizio per la fascia zero sei anni nell’anno educativo settembre 2014/giugno 2015; ha compromesso parzialmente l’utilizzo di €. 654.865,47 per l’acquisto di posti-utente in strutture convenzionate (considerato la futura attivazione per soli 5 mesi); si è visto ridurre il finanziamento del secondo riparto di €. 966.650,58; rischia di perdere €. 534.548,74 assegnati per la ristrutturazione dei nidi comunali di Archi e Gebbione e conseguentemente di non poter utilizzare €. 1.107.649,82 per l’avvio della gestione; non ha ancora stipulato la prevista convenzione con le strutture accreditate e ha azzerato i relativi posti utente per l’anno educativo 2016/2017 (non garantendo così la continuità educativa agli attuali 77 iscritti), non ha dato seguito ai lavori di adeguamento del nido Cedir a seguito di prescrizioni dettate nell’autorizzazione condizionata in scadenza il 30 marzo 2016, con serio rischio di prossima chiusura dell’unico nido funzionante. Insomma - ribadisce la nota- un “bel traguardo negativo” a cui si aggiunge quello della possibile perdita complessiva di risorse per la prima infanzia per complessivi 3.000.000,00 di euro. Tutto ciò in una città in cui attualmente sono assicurati solo 102 posti, tra strutture pubbliche e private, con una copertura di appena il 2.2 % dell’utenza potenziale, che significa che a Reggio Calabria solo 2 bambini su 100 frequentano l’asilo nido, nel mentre finalmente la Legge 107/2015 esclude i servizi educativi per l’infanzia dai cosiddetti servizi a domanda individuale. Ciò indica che questi servizi dovranno divenire istituzionalmente obbligatori e gratuiti (in tutto o meglio in parte, attraverso la compartecipazione delle famiglie). Come si adeguerà il Comune di Reggio? Ricordiamo che le attuali indicazioni europee fissano al 33% il traguardo da raggiungere per la percentuale di presa in carico e che in Italia le città più evolute garantiscono valori prossimi al 30% mentre nella città di Reggio Calabria non si riesce neanche ad avvicinarsi lontanamente al 12 % indicato come obiettivo dallo stesso piano di azione e coesione. Per tutto ciò siamo seriamente preoccupati per la mancanza di una capacità di programmazione delle risorse necessarie a garantire il diritto dei bambini a frequentare un nido d’infanzia, un diritto che oramai deve essere esigibile, un diritto dei bambini che la stessa Comunicazione della Commissione europea n. 66 del 17 febbraio 2011 rappresenta come “la base essenziale per il buon esito dell’apprendimento permanente, dell’integrazione sociale, dello sviluppo personale e della successiva occupabilità”. La Uil scuola manifesta la propria disponibilità a confrontarsi e collaborare su proposte concrete per l’immediata definizione di modelli organizzativi che consentano la spesa qualificata dei finanziamenti Pac, realizzando così servizi educativi per la prima infanzia e sbocchi occupazionali nel territorio comunale. Invitiamo tutti coloro che ritengono, come noi, che sia necessario investire sull’infanzia a rafforzare un presidio per l’attuazione degli interventi previsti nei Piano di interventi, aggredendo nell’immediatezza i nodi ancora non sciolti dell’attuazione dei servizi per la prima infanzia. È necessario che il Comune di Reggio Calabria approfitti dell’occasione del Pac per dare ai servizi educativi continuità nel tempo, occorre cercare di scongiurare un’ulteriore beffa ai danni dei cittadini, non sarebbe tollerabile che, a fronte della cronica mancanza di adeguati servizi per l’infanzia della nostra città, venissero perse le ingenti risorse messe a nostra disposizione, distruggendo le speranze di chi ancora crede nella possibilità di poter vivere in modo civile nella città di Reggio Calabria”, conclude la nota.