Reggio, l’Opera Nomadi cambia nome

Rom“Un nuovo nome per i soci storici dell’associazione Opera Nomadi Reggio Calabria. Dopo anni di attività sul territorio reggino contro le discriminazioni  e la povertà  e a favore dell’inclusione sociale delle comunità rom, l’assemblea straordinaria dei soci ha deciso una modifica statutaria. “Un mondo di mondi “ è il nome prescelto dall’associazione costituita per il 60% da soci di etnia rom e presieduta da Giacomo Marino. Il nuovo nome, già presente nel nostro blog (unmondodimondirc.blogspot.it),  richiama il titolo del celebre libro dell’antropologo Leonardo Piasere, esperto di comunità rom, nel quale si riconosce la pluralità e la diversità all’interno delle comunità rom, troppo  spesso racchiuse con rigidità e disprezzo nella categoria di “zingaro”.  Una pluralità che in realtà è da estendere a tutti i popoli del mondo, mai del tutto omogenei, mai del tutto definiti al loro interno”, scrive in una nota Cristina Delfino del direttivo “Un Mondo di Mondi”.  ”Viviamo- prosegue-in un mondo multietnico, dove le culture non sono mai definite con rigidità ma sono fluide e mutevoli nel tempo, grazie agli scambi e alle esperienze relazionali dei singoli. Anche il nostro è “Un mondo di mondi”. Tutto ciò identifica la nostra azione, ispirata all’interculturalità, alla partecipazione attiva dei singoli nei processi di cambiamento. Aborriamo le decisioni prese a tavolino senza il coinvolgimento delle persone verso  cui le azioni politiche sono rivolte,  convinti che dall’ascolto nascano le migliori risposte ai disagi sociali.  Così è stato per la proposta dell’equa dislocazione sul territorio delle famiglie rom, avanzata proprio dalle famiglie che rifiutavano l’idea della concentrazione abitativa. È questa linea di condotta – aggiunge- che ci ha spinti ad una modifica del nome, dopo la rottura con l’Opera Nomadi nazionale, di cui non condividiamo le modalità di azione e l’anacronismo stridente con la sedentarietà delle comunità rom reggine. Inoltre, così come già avvenuto in altre città italiane, come ex soci locali dell’Opera nomadi, abbiamo voluto ricostituirci un anno fa in piena autonomia ma l’esistenza di un nuovo  gruppo, nato ad hoc dopo l’espulsione dell’intera sezione locale, ci ha convinti a rompere in maniera netta i vecchi legami, ormai troppo asfissianti.  Coerenti con la nostra missione sociale, continueremo la nostra azione da operatori di strada, a contatto diretto con le persone più povere ma che meritano sempre di essere ascoltate e coinvolte nei processi decisionali. Lo faremo con un altro nome ma con la stessa tenacia di sempre. Perché non è il nome a legarci alle persone  ma l’impegno costante e l’esperienza, fatta di meriti ed errori, che dura decenni. La porta del dialogo e del confronto sarà sempre aperta”, conclude.