Reggio, licenziata una dirigente sindacale. Filt-Cgil: “non ci leveremo il cappello di fronte al padrone”

aeroporto dello stretto“Due lavoratori della Sogas, fra cui Sonia Falzia segretaria della Filt-CGIL territoriale e rappresentante sindacale aziendale, sono stati licenziati in tronco. Il provvedimento è un atto ritorsivo e vendicativo derivante dalla lunga e dura battaglia sindacale a difesa dei posti di lavoro e dell’aeroporto di Reggio Calabria. Sonia Falzia, infatti, è stata l’espressione più evidente e visibile del confronto duro che ha contrapposto i lavoratori e il sindacato al CDA della Sogas che ha già nei mesi passati assunto atteggiamenti mobbizzanti con il demansionamento della dirigente sindacale e nelle ultime settimane anche provvedimenti disciplinari sproporzionati ai fatti contestati. Le denunce del sindacato, ed in primo luogo della dirigente sindacale della CGIL, hanno messo in evidenza lo stato comatoso in cui versa lo scalo reggino con la costante diminuzione dei voli e con l’esternalizzazione dei servizi più remunerativi quali l’handling. Queste denunce hanno anche comportato le dimissioni dell’ex Presidente della società e di parte del consiglio di amministrazione dopo che circa 8 mila reggini hanno sottoscritto una petizione per ridare slancio e nuovo vigore all’aeroporto di Reggio”, affermano in una nota Nino Cortolillo, segretario Nazionale Filt-CGIL, Nino Costantino, segretario Filt-CGIL Calabria, Attilio Scali, segretario Filt-CGIL Reggio Calabria. “Nonostante ciò, e per senso di responsabilità, il sindacato ha anche sottoscritto, dopo una lunga trattativa, la cassa integrazione a rotazione di tutto il personale (accordo già oggi disatteso) per tentare di rispondere ai requisiti che ENAC chiedeva per mantenere in vita lo scalo e per concedere la gestione trentennale. In questi anni lo scalo reggino è stato devastato da gestioni scellerate e miopi che non sono state al servizio degli interessi generali dei cittadini e dei lavoratori. Un vero disastro -proseguono- che continua sotto la gestione dell’attuale management che evidenzia una assoluta continuità per incapacità e per una reale volontà di dare un futuro al “Tito Minniti”. Certamente a pagare questi disservizi sono stati i cittadini privati del diritto essenziale alla mobilità ma anche, e pesantemente, i lavoratori che anche senza stipendi per oltre cinque mesi continuativi hanno, al contrario di loro signori, garantito la funzionalità dello scalo con professionalità e dedizione. Solo i ciechi non vedono lo stato in cui si trova il Tito Minniti. Gli Enti pubblici che hanno quote importanti nella società, prima fra tutte la Provincia di Reggio Calabria che detiene il 67%, hanno colpe pesanti in questa situazione. In questi mesi -aggiungono- abbiamo sperato che la Sogas invertisse rapidamente la rotta per dare una prospettiva allo scalo e come sindacato abbiamo dato un significativo contributo con la sottoscrizione della cassa integrazione. Ma è stata una speranza che è subito naufragata. Nessun fatto nuovo, infatti si è verificato e neanche la bozza di un necessario piano industriale ci è stato presentato. Restano, invece, aggravati tutti i problemi che abbiamo denunciato. Ed il licenziamento di Sonia Falzia rappresenta, senza alcuna ombra di dubbio, una classica ritorsione che ci porta indietro agli anni ’50 quando i sindacalisti venivano licenziati in tronco perché nuocevano agli interessi dei padroni. Ci difenderemo nel posto di lavoro e con il confronto sindacale, ci difenderemo in tribunale con la consapevolezza delle nostre ragioni. Difenderemo fino in fondo il diritto a fare sindacato senza cedimenti e senza levarci il cappello di fronte al padrone”, concludono.