Reggio, intimidazione Bentivoglio: la solidarietà degli Scout dell’AGESCI–Zona dei Due Mari

reggio esplosione (2)Gli Scout dell’AGESCI – Zona dei Due Mari – si stringono attorno alla famiglia di Tiberio Bentivoglio dopo il vile atto intimidatorio che nella tarda serata di ieri (domenica 28 febbraio 2016) ha completamente distrutto il deposito della sua attività commerciale.
Questo episodio ignobile (ultimo di una lunga serie), non fa altro che rafforzare la nostra già dichiarata vicinanza a Tiberio e famiglia e la consapevolezza che la strada, che con coraggio si è deciso di intraprendere, seppur piena di ostacoli, è una strada di libertà che (e oggi ne siamo convinti più che mai) possiamo e dobbiamo percorrere insieme.
In quanto membri di LIBERA e convinti fondatori della rete antiracket ReggioLiberaReggio, in questo momento così delicato per la nostra amata terra, la nostra azione può e deve avere un impatto ancora più forte per sostenere quei principi di bellezza, libertà e legalità che come associazione, con passione e speranza, ogni giorno scegliamo di portare avanti con lo stile scout della semplicità, del servizio e dell’esempio. L’esempio autentico, l’esempio che trascina, l’esempio di Tiberio che con la sua forza, ogni giorno ci invita con “prepotenza” ad essere coraggiosi, a non chinare il capo di fronte alla rassegnazione, a schieraci.
Se coltiviamo anche solo una speranza di costruire, non soltanto un mondo nuovo ma un mondo più umano e migliore, è sulla strada che impareremo a farlo.
Non più tardi di Sabato sera 27 febbraio, 400 giovani scout avevano consegnato a Tiberio Bentivoglio la loro “firma di Coraggio” insieme ad un contributo per ristrutturare il bene confiscato affidatogli dallo Stato (è la prima volta in Italia) per ripartire con la sua attività d’impresa. Nella concretezza che ci distingue, stasera, di concerto con il Comitato raccolta fondi nato qualche mese fa, gli stessi ragazzi promuoveranno una raccolta fondi tra i presenti: è finito il tempo delle parole, adesso servono i fatti!!
A Tiberio, a sua moglie Enza, già nostri compagni di strada, ci rivolgiamo con un appello carico di speranza: non mollate, ripartiremo con ancora più slancio, insieme.