Reggio, il Movimento 5 Stelle: “ambigua manovra sul centro Ace”

ace pellaroPer l’ennesima volta la Regione fa una piroetta che le consente di continuare a tutelare l’interesse di pochi a scapito dei potenziali benefici di molti. Apprendiamo dalla stampa che al centro Ace è stata vietata l’attività diagnostica tramite ecografia perché, grazie ad una delibera di nuovo conio, tale attività è considerata fra quelle che necessitano di specifica autorizzazione sanitaria”. È quanto dichiarano gli attivisti del Meetup Reggio 5 Stelle riguardo la nuova delibera regionale che da oggi impedisce all’Ace e ad altri piccoli centri diagnostici, privi di specifica autorizzazione,  di effettuare ecografie. “Si tratta di una situazione paradossale- sottolineano i pentastellati – perché la stessa Regione, nel 2006, anche allora con tanto di delibera, aveva invitato i medici generici a dotarsi di ECG (standard A) o ecografo (standard B nell’ambito di una campagna mirata alla prevenzione della malattia, ancor prima delle cure”.  Per gli attivisti  “è un cambio di rotta ad oggi ingiustificabile, se è vero che anche  Global Heart, giornale della World Heart Federation, con un editoriale firmato da due luminari come  Jagat Narula e Bret Nelson della Mount Sinai School of Medicine di New York, sostiene che l’ecografo è destinato a breve a sostituire lo stetoscopio come strumento di indagine medica preventiva”. D’altra parte – aggiungono i pentastellati – “è notorio che l’ecografia, indagine basata sull’emissione di ultrasuoni, e non radiazioni come nel caso di  TAC, angiografia e risonanza magnetica, non presenti controindicazioni, non a caso viene anche utilizzata comunemente in gravidanza per monitorare la gravidanza e la crescita del feto”. Per gli attivisti, “questo dato è stato pacificamente acquisito dalla giurisprudenza amministrativa, che ha da tempo sdoganato l’utilizzo di apparecchiature per l’ecografia dalla necessità di specifica autorizzazione, nel caso in cui l’attività venga svolta nell’ambito di centri medici già autorizzati, proprio come nel caso dell’ACE”.  Proprio per questi motivi, concludono dal movimento Reggio 5 Stelle, “appare assolutamente priva di senso la decisione della Regione, recentemente trasposta in delibera. Non vorremmo che l’unica ragione plausibile di tale iniziativa radicasse nell’elenco dei centri dotati di tale autorizzazione, dunque abilitati a fare questo tipo di analisi e siamo certi che non ci stupiremmo se scoprissimo che si tratta solo di costosi centri privati o convenzionati. Come sancito in Costituzione, la salute è un diritto di tutti, non un privilegio di pochi. La Regione dovrebbe quanto meno ricordarlo”.