Reggio, atteggiamenti mafiosi sul “treno della scienza”: la clamorosa risposta di un giovane

treno da scienzaUna lettrice di StrettoWeb ci racconta un episodio a cui ha assistito nella giornata di ieri a bordo di un treno sulla fascia jonica reggina. La nostra lettrice si trovava a bordo del treno che da Siderno l’avrebbe riportata a Reggio dopo una giornata di lavoro quando una signora visibilmente affaticata di stare in piedi ha gentilmente chiesto ad un giovane che stava sdraiato su un sedile con i piedi poggiati sul sedile frontale, se poteva accomodarsi al posto dei suoi piedi. Ma il giovane, con fare da “delinquentello” e in dialetto stretto, ha risposto testualmente “ma va ssettati anatra parti“. Dalle testimonianze delle persone presenti sembra che questi episodi si verifichino di frequente, con triste “accettazione” da parte della gente per il “quieto vivere“. Un atteggiamento non certo dignitoso.

Quel treno, che percorre appunto la jonica, è popolato da insegnanti che giornalmente raggiungono il posto di lavoro e infatti è chiamato ”u trenu da scienza“. Ma la scienza, purtroppo, viene macchiata da questi episodi che ci fanno capire quanto siamo circondati da atteggiamenti mafiosi. Una mafiosità che non per forza è quella di cosche e clan, ma che è diffusa nell’inciviltà, nell’egoismo, nella mancanza di rispetto e nella delinquenza delle piccole cose. Che a volte fanno male più delle bombe.