Reggio: Angela Iantosca incontra gli alunni del Vinci

evento facebook iantoscaPresentazione del volume “Bambini a metà. I figli della ‘ndrangheta” scritto da Angela Iantosca, edito dalla Giulio Perrone Editore. L’opera è il primo saggio scritto in questa direzione e la prefazione è del Professor Enzo Ciconte (Scrittore, docente presso diverse Università, già Consulente della Commissione Parlamentare antimafia).

Questo testo nasce da un’analisi del protocollo “Liberi di scegliere”, ideato dal Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria, che propone di sottrarre i minori alle famiglie, nei casi in cui vivano in contesti criminali, con percorsi a doc e modalità differenti in base alle situazioni in cui si trovano. L’autrice esplora diverse storie di persone che hanno avuto l’opportunità di separarsi dal mondo criminale e con sguardo attento delinea il loro percorso di non ritorno. Il libro è dedicato a Libero, il primo ragazzo ad essere stato inserito nel protocollo “Liberi di scegliere” appartenente ad una delle famiglie più potenti della Locride. È il primo ragazzo che per un anno è stato inserito in un progetto di Addiopizzo a Messina, che lo ha portato a stravolgere i suoi punti di riferimento e a sognare un futuro diverso.

 Di questi bambini spesso si sa molto poco, cosa percepiscono, cosa pensano, ma anche “come aiutarli? E’ difficile entrare nei loro pensieri, comprenderne le esigenze, intime necessità e desideri inespressi. Ma una domanda è d’obbligo: se conoscessero un altro modo di crescere cosa accadrebbe? E che cosa è accaduto a chi ci ha provato?”. “Bambini a metà” rappresenta un ponte di raccordo per le tante “metà”.

Nota biografica Angela Iantosca è nata a Latina nel 1978. Laureata in Scienze Umanistiche presso l’Università La Sapienza, vive a Roma. Dal 2003 è giornalista e collabora con diverse testate nazionali. Dopo aver realizzato alcuni servizi per “L’Aria che Tira” in onda su La7, da settembre 2014 è stata inviata de “La Vita in Diretta”, in onda su RaiUno. Ha pubblicato “Onora la madre – storie di ‘ndrangheta al femminile” (Rubbettino).